Anno XV | numero 537 del 2 luglio 2010




No, non è la privacy
Francesco Pizzetti, presidente dell’ufficio del Garante per la protezione dei dati personali, ha negato che il Ddl sulle intercettazioni protegga la privacy.

Mentre la maggioranza dà una decisa accelerata all’approvazione del decreto legge sulle intercettazioni, portando il controverso testo alla Camera il prossimo 29 luglio, il Garante per la protezione dei dati personali riconosce che le misure in procinto di essere adottate mettono a rischio la libertà di stampa.

Il presidente dell’Autorità Francesco Pizzetti, durante la presentazione della relazione 2009 del Garante, ha commentato che i proponenti della legge fanno riferimento alla privacy per giustificare i limiti di pubblicabilità del materiale intercettato. Pizzetti ha riconosciuto la necessità di “mettere al riparo l’attività giudiziaria, specie nella fase delle indagini preliminari, da fughe di notizie che potrebbero pregiudicarla” e, al contempo, riconosciuto che nel disegno di legge in discussione si “pongono limiti specifici alla pubblicabilità delle intercettazioni, non perché contenute in atti giudiziari, che come tali possono essere diffusi per riassunto, ma in quanto dati raccolti con lo strumento delle intercettazioni”.

Non si tende, dunque, a tutelare la privacy, quanto piuttosto a procedere con “una difesa anticipata, disposta in via generale e astratta, nei confronti di qualunque dato raccolto”. Così facendo, ha concluso il Garante del diritto che viene invocato per legittimare il provvedimento, “si pone in pericolo la libertà di stampa”.

Frontiera geo-tagging
I servizi di geolocalizzazione sono la nuova speranza per l’industria digitale mobile, sempre alla ricerca di nuovi mercati.

L’ultima impresa fortunata nel campo delle applicazioni per smart-phone è Foursquare che porta alla ribalta i programmi di geolocalizzazione. La app in questione, integrabile con i social network Twitter e Facebook, permette agli internauti di taggarsi su mappe che ne mostrano i movimenti durante la giornata.

Gli utenti svelano i propri percorsi quotidiani e gli esercizi commerciali con cui entrano in contatto. Yahoo! ha offerto 100 milioni di dollari per acquistare il based media, perfetto per veicolare pubblicità locale e profilata. Foursquare però non è in vendita e ha invece trovato finanziamenti per 20 milioni attraverso una società newyorkese.

Il settore comincia dunque ad attirare capitali, tanto che Facebook vorrebbe sviluppare un proprio software di geo-tagging (con McDonald’s primo sponsor). Fuoco di paglia o nuovo mercato, il mondo delle app non è mai fermo.



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