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Senza controller
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Comandi senza fili e tridimensionalità: Microsoft, Sony e Nintendo si (ri)lanciano all’Electronic Entertainment Expo di Las Vegas.
Semplificare e variegare l’offerta per allargare la domanda. Questa la strategia comune adottata dai colossi dell’industria dei videogiochi e manifestata durante l’Electronic Entertainment Expo di Las Vegas.
La crisi economica sembra avere ripercussioni anche sul settore videoludico: flessione del 26% delle vendite in aprile 2010 negli Usa e calo del 10,6% in Italia nel 2009. Le aziende del settore cercano di coinvolgere gli utenti in un’esperienza che non si limita alla tradizionale partita ai videogiochi. Le console offrono ora un’alternativa al joystic e abbracciano la rivoluzione dei controlli corporei introdotta con successo dalla Wii della casa giapponese: Microsoft ha dotato la sua Xbox 360 del sistema senza fili Kinect e Sony ha lanciato il telecomando Move per PlayStation.
Giochi semplici e coinvolgenti che si candidano a catturare un bacino d’utenza più vasto degli abituali appassionati e di tutte le età. Immediatezza che va a braccetto con soluzioni tecnologiche sempre più avanzate: l’Expo di Las Vegas ha tenuto ufficialmente a battesimo lo sbarco del 3D nel settore. Ancora una volta a fare da apripista è Nintendo con la console portatile 3DS che assicura la visione in tre dimensioni senza occhialini e sfoggia tre fotocamere. Si è fatta trovare pronta sul 3D anche Sony, che richiede tuttavia l’utilizzo di uno schermo televisivo predisposto.
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| La pubblicità passa al web |
Entro il 2014, gli introiti pubblicitari della rete supereranno quelli della stampa, segnando definitivamente un cambio d’era.
Internet è il medium del presente ma, ancor di più, del futuro prossimo. Secondo il Pricewaterhouse Coopers, tra il 2010 e il 2014 il web americano supererà la carta stampata quanto a guadagni pubblicitari. Gli investimenti di settore sulle piattaforme online cresceranno dai 24,2 miliardi di dollari del 2009 ai 34,4 del 2014.
I giornali continueranno invece a patire la crisi. I dati PwC evidenziano un calo degli investimenti sui quotidiani statunitensi e affini del 28,6% nel 2009, per un giro d’affari di 24,82 miliardi di dollari. Internet non ha evitato la recessione, ma ha schivato i suoi colpi più duri, proponendosi come mercato elastico e allettante per i pubblicitari (con un’utenza potenzialmente enorme e una penetrazione dell’adsl del 64% negli Usa). A breve sarà il secondo ricettacolo pubblicitario d’America, dietro la tv. L’era del web è solo all’inizio.
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