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Giornali in lutto
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Editori e giornalisti protestano contro il decreto sulle intercettazioni approvato dal Senato, che impone un giro di vite agli organi di informazione.
Il testo della legge sulle intercettazioni, approvato dal Senato, limita fortemente la pubblicazione sui giornali delle conversazioni in possesso della magistratura, e ha scatenato reazioni di sdegno da parte della Fnsi. Da domani i quotidiani saranno in edicola listati a lutto, mentre per il 9 luglio è previsto uno sciopero generale dell’informazione contro il provvedimento.
Gli editori che trasgrediranno le nuove norme rischiano una sanzione fino a 450mila euro. Per i giornalisti sono previste multe fino a 10mila euro e un massimo di 30 giorni di carcere. “Abbiamo chiesto a editori e direttori - dice il segretario della Fnsi Franco Siddi - di predisporre un impianto comune per la prima pagina in cui si segnali il corpo mortale inferto alla libertà. Se gli editori non ci staranno pubblicheremo noi a pagamento un necrologio perché sia chiaro l’allarme”.
Dal Pd, per voce di Felice Casson, arriva un possibile escamotage contro il ddl: “Se la notizia segreta viene pubblicata all’estero (secondo giurisprudenza, ndr) non c’è alcuna possibilità di intervento da parte del nostro sistema e quindi il giornalista straniero rimane esente da queste sanzioni”.
Difficile però immaginare la cronaca giudiziaria italiana in delega alle penne oltreconfine. Certe, invece, le rimostranze di categoria, non solo nell’immediato: “Siamo solo all’inizio di una battaglia per la libertà molto dura”, ribadisce Siddi.
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| Diaspora, decentramento 2.0 |
Dalla New York University l’idea per un nuovo social network destrutturato, che funziona per aggregazione di contenuti.
Tutto è cominciato da un progetto scolastico, denominato Diaspora e sviluppato da quattro studenti della New York University: una rete sociale su web decentralizzata, che ribalta la struttura dei social network più celebri, basati sulla raccolta delle informazioni degli utenti e sulla loro gestione dall’alto.
Ogni computer, in questo caso, detiene unicamente i dati del proprietario, che verranno poi associati a quelli degli altri utenti internet. Un network di ‘semi’ dunque, di tracce presenti in rete (post su Twitter, foto da Facebook, scritti da blog) e aggregate in un secondo tempo senza che nessun sito faccia da collettore delle stesse.
In poche settimane di vita, Diaspora ha raccolto 200mila dollari da finanziatori privati, garantendosi altri mesi di sviluppo e accreditandosi come il prossimo rivale di Facebook, scardinandone l’ ‘ideologia del controllo’. |
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