Anno XV | numero 532 del 28 maggio 2010




Banda si allarga
L’Agcom invoca il passaggio alla fibra ottica. Fastweb, Vodafone e Wind fanno fronte comune. Telecom ci pensa e il Governo sblocca 1,5 miliardi.

Ci sono evoluzioni nel problematico rapporto dell’Italia con la banda larga. Il rapporto annuale dell’Ue ha evidenziato come, ancora una volta, lo Stivale sia al di sotto della media europea per ciò che concerne la penetrazione delle connessioni a internet ad alta velocità: 20,6% contro il 24,8%.

Danimarca e Olanda viaggiano in direzione del 40%. La “posizione di arretratezza” del paese è stata sottolineata dal presidente dell’Agcom Corrado Calabrò. Mancano sia ‘’un piano di sviluppo nazionale per le reti di nuova generazione (Ngn) sia una valutazione realistica degli incentivi occorrenti affinché gli operatori investano in un progetto a rischio e a bassa redditività nel breve periodo’’.

La risposta degli attori del settore è stata immediata ma frammentata: Fastweb, Vodafone e Wind hanno fatto fronte comune, presentando un progetto che mira a sostituire il rame con la fibra e chiedendo all’Agcom di regolamentare il passaggio e di renderlo obbligatorio. Telecom Italia discuterà con l’Autorità giovedì la possibilità di prendere o meno parte al progetto, ma ha già iniziato autonomamente una sperimentazione di rete a 100 Megabit che coinvolgerà mille utenti romani.

Il Governo ha annunciato l’intenzione di investire 1,5 miliardi di euro per incoraggiare uno switch-off definitivo verso la fibra entro il 2012. Evoluzioni, per ora, caotiche.

Apple, scacco al vertice
La casa di Cupertino ha superato Microsoft per capitale di mercato. Un sorpasso storico, tra marketing e innovazione.

Mercoledì 26 maggio, il valore del capitale di Apple quotato a New York ha raggiunto i 222,1 miliardi di dollari, superando la rivale Microsoft, ferma a 219,2 miliardi. Steve Jobs si prende una rivincita sugli eredi di Bill Gates, che in meno di un decennio hanno perso smalto e valore economico.

Nel 2001, il capitale della compagnia di Redmond era di 556 miliardi di dollari, mentre la Mela annaspava tra i debiti e valeva poco più di 15,6 miliardi. Poi la rivoluzione digitale: iTunes e la musica in download da sentire su iPod; la fortunata serie di portatili iBook; la svolta nel campo della telefonia mobile con iPhone.

E infine iPad, l’ultima mossa di una strategia di marketing semplice ma efficace, in cui il marchio Apple è divenuto sinonimo di tecnologia elitaria ma democratica, innovativa e attraente. Una nicchia capace di conquistare la massa. E Wall Street.


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