|
Stampa sbiadita
|
Reporter senza frontiere e Freedom House lamentano la mancanza di libertà d’informazione in Italia, strozzata dal potere del suo premier e dal conflitto d’interessi
Belpaese sì, ma non per i giornali. L’Italia incassa due bocciature internazionali sulla libertà di stampa ed entra ufficialmente nel poco prestigioso club delle nazioni a rischio dittatura mediatica.
A dirlo sono i rapporti annuali presentati da Freedom House e Reporter senza frontiere. La celebre associazione dei giornalisti piazza l’Italia al 49esimo posto della sua speciale classifica. L’agenzia americana si spinge oltre, relegandola in 72esima piazza.
Entrambe le ricerche individuano in Silvio Berlusconi (in quanto uomo politico e imprenditore di settore) l’attore principale a danno della libera circolazione delle notizie nello Stivale. “Il suo ritorno al potere nel 2008 - dice Freedom House - gli ha permesso di tornare a controllare il 90% delle emittenti televisive nazionali”, mentre Rsf ricorda il suo controllo sul primo editore del paese (Mondadori) e sulla più importante concessionaria di pubblicità (Publitalia).
“Inoltre - si legge nello studio - il premier e i suoi consiglieri cercano di influenzare la scelta dei giornalisti alla conduzione di alcune trasmissioni politiche e minacciano i reporter ritenuti scomodi”. Uno scenario desolante che costringe l’Italia a guardare dal basso Surinamen, Trinidad & Tobago, Grecia e Cile, paesi che la precedono nelle graduatorie in questione, e a rimuginare sull’irrisolto conflitto d’interessi, vero baco dell’informazione nazionale.
|
| Video-pubblicità online |
Cresce l’ultizzo del video advertising su internet e aumenta la soddisfazione dei pubblicitari.
Galeotto fu il video per internet e universo della pubblicità? Stando all’istituto di ricerca eMarketer e alla concessionaria statunitense BrighRoll, grazie al video advertising fra il web e le sponsorizzazioni si starebbe finalmente accendendo quella passione che il mercato attendeva con trepidazione. Nel 2009 il formato in questione ha visto una crescita dell’utilizzo del 40% e il ritmo dovrebbe proseguire inalterato nel 2010, secondo i dati di eMarketer.
Inoltre, il 94% dei dirigenti di agenzie pubblicitarie ha dichiarato a BrightRoll di aver pianificato per il primo trimestre dell’anno in corso un aumento delle spese da dedicare alla pubblicità video su internent. La percentuale è superiore all’87% del 2009 ed è accompagnata da un importante 83% che si dice maggiormente soddisfatto rispetto all’anno scorso per i ritorni garantiti dal video adv. |
|
|
|
|