Anno XV | numero 525 del 9 aprile 2010




Schermo distorto
Il Financial Times pone l’accento sul conflitto d’interessi che lega Silvio Berlusconi a Mediaset, alla Rai e alla volontà di tenere Sky fuori dal digitale terrestre.

Quello italiano è “un mercato televisivo distorto”. Lo scrive il Financial Times in un editoriale con cui si interroga sugli scenari che seguiranno la decisione delle Commissione europea in merito allo sbarco di Sky sul digitale terrestre prima del 2012.

La data era stata fissata dall’Ue per impedire a Murdoch di occupare una posizione dominante nel settore della pay tv e la richiesta di riconsiderare la decisione tiene conto del forte sviluppo del Dtt in Italia e del posizionamento di Mediaset Premium. Il Financial Times contesta al Governo italiano, nella figura del viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani, le richieste “ai commissari europei di bloccare qualsiasi accesso alle frequenze digitali a Sky Italia” escludendola di fatto dalla “piattaforma digitale, che si prevede crescerà molto rapidamente nei prossimi cinque anni”.

Questi “trucchi” vedono “Mediaset e la stessa Rai, la Tv di Stato su cui il governo Berlusconi esercita un pesante controllo diretto” alleate nella medesima direzione. Il giornale fa poi notare che Paolo Romani ha già manifestato l’intenzione di ignorare “una decisione di Bruxelles che si riveli scomoda per il suo primo ministro”.

La Commissione, incalza la testata britannica, terrà comunque d’occhio la situazione in seguito “agli allarmi lanciati recentemente dalla Fondazione Soros sulle minacce per il pluralismo dei media in Italia”.

Europa 7 on air a giugno
Si è concluso uno dei capitoli più lunghi e intricati della storia della tv italiana: Europa 7 può andare in onda.

Dopo undici anni di contenzioso legale, Europa 7 sarà operativa a giugno. L’intesa con il Governo è stata raggiunta a febbraio e presentata ieri al cospetto del viceministro alle Comunicazioni Paolo Romani e del patron dell’emittente Francesco Di Stefano. Pur avendo ottenuto nel 1998 una concessione televisiva, l’emittente non è mai andata in onda perché le frequenze necessarie sono sempre state utilizzate da Rete 4, la terza rete Mediaset, controllata tramite Fininvest dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nel 2008 una ricanalizzazione ha concesso a Europa 7 il canale 8 in banda VHF, insufficente per le trasmissioni, e solo a febbraio sono state assegnate le frequenze necessarie per andare in onda. “Dovevo fare televisione a 46 anni, la farò a 57, forse con minori energie e in un panorama completamente cambiato”, ha affermato Di Stefano.

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