Anno XV | numero 523 del 26 marzo 2010




Pubblicità latitante
I quotidiani statunitensi perdono investimenti sia su carta sia online. L’editoria in perenne crisi attende i paywall e guarda alla telefonia in cerca di introiti alternativi.

Duemilanove, anno di miseria per giornali di ogni tipo. Emblema delle difficoltà del settore sono i quotidiani americani, i cui bilanci di fine anno recitano tristi ritornelli a segno negativo.

Colpa soprattutto del calo degli investimenti pubblicitari. Secondo i dati ufficiali, negli ultimi dodici mesi le inserzioni sulle edizioni cartacee sono diminuite del 27%, toccando il livello più basso dal 1986, per un valore di mercato di 27,6 miliardi di dollari.

Nemmeno la frontiera web risolleva le sorti dell’industria. I siti dei quotidiani d’Oltreoceano hanno infatti registrato una contrazione dell’11,8% degli investimenti su banner e affini. Carta e digitale hanno perso nel complesso 10 miliardi di dollari durante il 2009. Il futuro sarà contraddistinto dalla svolta a pagamento di molte testate celebri, The New York Times su tutte.

Paywall e sottoscrizioni online unica àncora di salvezza dell’editoria? La struttura mutevole (sempre più internet, sempre meno carta) dell’informazione e la crisi finanziaria hanno aggravato le difficoltà dei quotidiani e obbligano a cercare vie alternative. Le applicazioni a pagamento per smartphone firmate da Washington Post e Wall Street Journal sono state un successo.

Il denaro sembra scorrere via cellulare, mentre la pubblicità attorno agli articoli tende a sparire. Resta quella che spesso permea i contenuti, travestita da giornalismo. Ma è tutta un’altra storia. (64%).

Venti secondi di paura
Il concorso annuale dedicato agli hacker ha fatto a pezzi le sicurezze di iPhone, Firefox, Safari ed Explorer 8.

Venti secondi per sbloccare un iPhone. Meno di mezzo minuto per violare il telefono cellulare più glamour del mercato. Il record è stato stabilito da un ricercatore italiano e da uno studente universitario lussemburghese a Vancouver, nel corso del contest mondiale Pwn20wn.

Il premio, che ha luogo all’interno di una manifestazione dedicata alla sicurezza informatica, dà ad hacker ed esperti del settore la possibilità di violare i sistemi di sicurezza di innumerevoli software e dispositivi e ha sgretolato le certezze, oltre che del melafonino di Cupertino, dei broswer Firefox, Safari e persino del nuovo Internet Explorer 8.

Alle scaltre menti capaci di insinuarsi nei programmi sono andati premi di un valore compreso fra gli 8mila e i 15mila dollari e alle società produttrici delle suddette soluzioni la consapevolezza della loro, forse irrimediabile, vulnerabilità.

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