Anno XV | numero 521 del 12 marzo 2010




Web condicio
Il presidente della camera conduce in aula un dibattito su internet. I giornalisti Tv si liberano sulla rete. La par condicio ai tempi del web


Nella Sala Regina di Montecitorio il presidente della Camera Gianfranco Fini e il docente di Stanford Lawrence Lessing si sono spesi a favore dell’innovazione tecnologica e di internet.

Orazioni in favore della circolazione libera e indipendente di informazioni, opinioni e contenuti in rete. Il web in queste ore sta dando luce all’informazione, laddove la televisione italiana ha spento i riflettori. Internet ha tolto il bavaglio che è stato imposto dalle norme sulla par condicio: i giornalisti Rai, messi in panchina dalla Tv di Stato in attesa dei risultati delle elezioni Regionali, troveranno spazio il 25 marzo su un portale ad hoc aperto dalla Federazione nazionale della Stampa e dall’Usigrai.

Enrico Mentana ha dato il via ieri online a una serie di confronti con i protagonisti della campagna elettorale. L’ex anchorman ha preso le distanze in tempi non sospetti dalla televisione e dai delicati equilibri economico-pubblicitario-politici che la regolano. L’esperimento sul web è inciampato in qualche problema tecnico.

Mentana ha dovuto rinunciare alla diretta e all’interazione con gli utenti. Il format era poi poco pensato per la rete. E’ ancora difficile staccarsi dalle logiche puramente televisive. Il passo, il primo, è tuttavia stato fatto. Che si tratti di on air o online il dibattito ha comunque valore in quanto tale. E la rete ha il pregio di renderlo sempre possibile.


Hadopi effetto boomerang
In Francia, la severa legge contro il download illegale da internet sembra dare nuova linfa alla pirateria informatica.

Inutile, anacronistica, addirittura dannosa. Queste sembrano essere le caratteristiche di Hadopi, la legislazione pensata dalla Francia a difesa dei contenuti web soggetti a diritto d’autore.

Secondo uno studio dell’Università di Rennes, dalla stipula della norma - non ancora in vigore - lo scorso autunno, gli scambi illegali di file sono cresciuti del 3% sul suolo francese. I pirati si distinguono ora in due categorie: non-Hadopi, ovvero coloro che usufruiscono di sistemi non monitorati dalla normativa (come lo streaming e il download diretto di Rapidshare e Megaupload, in crescita del 27%), e Hadopi, ovvero coloro che ancora sfruttano reti peer to peer (in diminuzione del 15%).

La minaccia delle sanzioni, che possono culminare con il taglio della connessione, non sembra portare i benefici sperati. E il proibizionismo digitale già scricchiola.

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