Anno XV | numero 518 del 19 febbraio 2010




Arriva Microhoo!
Approvazione della Commissione Ue al duopolio Microsoft e Yahoo!, che tenta di contrastare Google nel mercato pubblicitario online.

E’ ufficiale: questo matrimonio s’ha da fare. Dopo aver ricevuto il benestare del Dipartimento della giustizia statunitense (Doj), Microsoft e Yahoo! hanno ottenuto il via libera della Commissione Ue e possono unire gli intenti per arginare lo strapotere di Google nel mercato pubblicitario online.

E’ proprio la posizione dominante del colosso californiano, contro la quale ha puntato il dito anche Vodafone in occasione del World Mobile Congress di Barcellona, che ha fatto propendere in direzione di un assenso definitivo l’ente europeo: “Nello spazio economico Ue le attività nel mercato della ricerca web e del search advertising di Microsoft e Yahoo! sono molto limitate, insieme non superano il 10%. Google invece detiene oltre il 90% di tale mercato”, spiegano da Bruxelles.

L’intesa fra le due società ha durata decennale e prevede che Bing, motore di ricerca di Microsoft, diventi fornitore esclusivo di risultati di Yahoo! e versi nelle casse di Sunnyvale l’88% degli introiti prodotti dalle ricerche. Redmond mette dunque a disposizione la sua tecnologia per ottimizzare i ricavi pubblicitari generati da Yahoo!.

La mossa, secondo l’Ue, “non impedirà in modo significativo una concorrenza efficiente nell’area economica europea”. Ma sarà sufficiente a rosicchiare quote di mercato a Google? Ai posteri e alle ricerche l’ardua sentenza.


Il web? E’ on air in tv
I marchi della rete si fanno pubblicità sul piccolo schermo. Marketing crossmediale inverso, per rinsaldare la popolarità.

Le aziende del web, su internet, trovano pochi spazi aperti pubblicitari utili. Così i brand della rete emigrano verso lidi offline, in cui possono recitare da variabili impazzite in un contesto statico: la televisione è la loro terra di conquista. Un medium tradizionale per consolidare l’immagine dei marchi digitali. Caso di studio esemplare è la Gran Bretagna, avanguardia europea nel settore.

Gli investimenti delle web company per spot sul tubo catodico sono cresciuti fino a 170 milioni di sterline nell’ultimo quinquennio (+172%). I dati forniti da Nielsen Media Research dicono inoltre che nel 2009 il 5,5% della spesa pubblicitaria tv d’Oltremanica è stato appannaggio delle compagnie online, che hanno popolato 20 canali con 289 loghi differenti.

L’era dell’autarchia e dell’autoreferenzialità della rete, almeno a livello promozionale, è giunta al termine.
IN QUESTO NUMERO

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il valore economico della rete
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