Anno XIV | numero 510 del 04 dicembre 2009 IN QUESTO NUMERO

Pagamento col baco
Google accetta la proposta degli editori che da tempo chiedono news a pagamento sul web. Ma il nuovo sistema del motore di ricerca, attivo solo negli Usa, mostra subito punti deboli.

Una svolta storica. Una strategia cerchiobottista. Tutto fumo e niente arrosto. Queste le reazioni all’ultima novità di Google, che ha delineato il proprio progetto per l’editoria d’informazione a pagamento.

Il motore di ricerca ha presentato First Click Free, programma che consente agli editori di indicizzare senza alcuna discriminazione i propri contenuti ‘a sottoscrizione’, proprio come se fossero gratuiti. Al primo clic ogni articolo risulta liberamente accessibile, per un massimo di cinque notizie free al giorno per ogni internauta.

Dopo di che spetta all’editore decidere se applicare una tassazione o meno ai propri servizi. Ma da subito First Click ha mostrato importanti lacune: al momento, solo le testate Usa possono sfruttarlo; inoltre, gli utenti possono comunque accedere gratis a news teoricamente a pagamento, come quelle di The Wall Street Journal (copiando l’url della pagina di anteprima nella stringa di ricerca di Google, fra i primi risultati si ottiene sempre la rispettiva pagina web con l’articolo completo).

Da Mountain View, insomma, non hanno fatto altro che rintuzzare gli attacchi di Murdoch, eludendo i possibili effetti negativi di un accordo tra News Corp. e Microsoft per la distribuzione di contenuti a pagamento, senza però obbligare gli utenti all’obolo. Una rivoluzione solo teorica, mentre la rete continua a offrire spunti di confronto per un giornalismo in evoluzione.


Le e-mail? roba vecchia
Secondo un rapporto stilato da Nielsen, i social network hanno scalzato la posta elettronica per la comunicazione generica.

Le e-mail perdono utenti. Sono sempre di più gli internauti che preferiscono comunicare con i propri conoscenti attraverso le bacheche (o i servizi di messaggistica) di Facebook, Twitter e affini.

Come riporta un’indagine Nielsen, per la prima volta gli utilizzatori dei social network (301,5 milioni) hanno superato quelli della posta elettronica (276,9). Le comunità online hanno dunque soppiantato il primo grande strumento del villaggio-internet, che ormai quindici anni fa rivoluzionò la comunicazione non verbale, semplificando e velocizzando gli scambi epistolari fra amici e in ambito lavorativo.

Incontri e appuntamenti si concordano aggiornando i profili web, anche se la casella e-mail sembra mantenere un’aura di ufficialità e una maggiore segretezza. Come qualsiasi pratica desueta pronta a diventare abitudine di pochi e, infine, addirittura ricercata.

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