Anno XIV | numero 508 del 20 novembre 2009 IN QUESTO NUMERO

Media si ma gratis
Rapporto Censis: gli italiani si confermano affezionati utilizzatori del telefono cellulare, pronti al cambiamento della tv e sempre meno interessati alla lettura di quotidiani.

Aumento del consumo dei media gratuiti, drastico calo della lettura dei quotidiani e crescita esponenziale del fenomeno del social network. Il tutto con, sullo sfondo, la presenza stabile e costante del telefono cellulare, accessorio irrinunciabile per i cittadini del Belpaese (85% della penetrazione).

E l’ennesima fotografia della popolazione italiana, scattata dal rapporto Censis/Ucsi ‘I media tra crisi e metamorfosi’. “E’ stato il decennio della moltiplicazione e integrazione dei media”, spiega il Censis, facendo riferimento a dati che fanno riflettere anche su quello che sarà l’immediato e prossimo futuro.

Dalle percentuali relative al biennio 2007-2009 emerge infatti un quadro in cui le nuove forme di tv sono destinate a integrarsi completamente (il satellite è passato dal 27,3% al 35,4% e il digitale dal 13,4% al 28%), i contenuti free la faranno da padrone, aspetto che sottolinea la necessità di trovare forme di sostentamento alternativo soprattutto per il mondo dell’editoria (carta stampata a -13% circa), e internet deve trovare la via per diventare parte del quotidiano della maggior parte della popolazione (l’impiego del web è diminuito di quasi due punti percentuali) superando i problemi del digital divide.

Isola felice di una rete ancora piena di falle, quella dei social network, che tuttavia, confessano i giovani, tolgono tempo alla lettura, vera vittima della rivoluzione digitale.


Times passa alla cassa
Il piano del colosso editoriale News International per la svolta a pagamento dei giornali online prende forma concreta.

Rupert Murdoch promuove da mesi la causa del giornalismo web non gratuito: ora il magnate australiano sembra pronto al cambiamento. James Harding, editor di The Times (testata simbolo del gruppo), ha dato alcuni dettagli sulla nuova strategia editoriale che, per cominciare, eviterà i micro-pagamenti.

Dalla prossima primavera, The Times tasserà i propri lettori online di 90 pence per un accesso di 24, offrendo anche una sottoscrizione generale a Timesonline.co.uk, le cui tariffe sono ancora in discussione.

L’obiettivo è dedicarsi ai 500mila utenti unici mensili che, secondo il giornalista, hanno sviluppato una “sana dipendenza dall’informazione online”, dando poco peso al resto dei 20 milioni di contatti mensili. “Stiamo per riscrivere l’economia del giornalismo - ha detto Harding - Dobbiamo farlo, stiamo lottando per le nostre vite”.

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