Anno XIV • numero 499 del 18 settembre 2009 Una pubblicazione Diesis Group
SCARICA PDF bott_TELE.jpg bott_AUDIO.jpg bott_INTERNET.jpg


IN QUESTO NUMERO
Twitter cinguetta al telefono
YouTube e Polizia nelle scuole
Adobe compra Omniture per 1,8 miliardi
Nielsen: investimenti sui media in calo. Cresce solo l’online
Ricerca: Italia solo 24esima per competitività nel settore IT
La Spagna approva la legge sul digitale terrestre a pagamento
Usa: troppa tv per i bambini
UE adotta linee guida per il finanziamento pubblico della banda larga
Google fast flip per le news

Senza corteo né legge

L’ondata di cordoglio nazionale per l’attentato in Afghanistan ha fatto sospendere anche la manifestazione di sabato per la libertà di stampa. Ma non tutti sono d’accordo.

Morti e feriti, italiani e afghani. Una giornata nera per il nostro Paese e per l’Afghanistan. Ma ci sono morti diversi dagli altri. Ogni settimana muoiono 21 persone sul lavoro in Italia (dati Inail 2008) e il Paese si è no ne parla.

Ma quando sono i militari a morire, cioè coloro che fanno con sacrificio il mestiere più rischioso di tutti, scatta l’amor di patria. Bisognerebbe avere il coraggio di piangere anche chi cade da una impalcatura o rimane schiacciato in una pressa. Per queste sei vittime il Paese si ferma. Addirittura la manifestazione sulla libertà di stampa viene rimandata.

E invece sarebbe stata proprio l’occasione per mettere tutte le vittime sullo stesso piano, di chiedere perché le istituzioni si curano più di alcune e di altre no. La politica si è bloccata. I leader di partito hanno espresso la loro tristezza con frasi e lacrime. Degli altri 100 morti di questo mese nessuno si è ricordato. Per loro nessuna manifestazione o convegno è stato annullato. Anche su questo l’informazione italiana deve riflettere.

La libertà di stampa è un bene fondamentale, ma la correttezza e l’obiettività dell’informazione aiutano la credibilità e il rapporto con i propri lettori. Le vittime afghane sono così immolate due volte: alla patria e alla politica.

Poteva essere un motivo in più per parlare di una guerra che non entra nei telegiornali italiani da mesi, di riflettere sul nostro mestiere. Invece anche questa volta, solo lacrime e sangue.


Best seller in digitale

L’ultimo romanzo di Dan Brown, su Amazon ha venduto più copie nell’edizione digitale per Kindle che in quella cartacea..

E infine arrivò l’editoria digitale. ‘The lost symbol’ ultima fatica di Dan Brown, autore conosciuto in tutto il globo per ‘Il codice da Vinci’, è primo nella classifica dei libri più venduti su Amazon, e le copie digitali vendute dal negozio internet superano quelle cartacee acquistate finora sullo stesso portale.

L’edizione per Kindle (l’e-reader di Amazon, su cui è possibile salvare i volumi scaricati a pagamento dallo store online americano) costa poco (9,99 dollari contro i 16,17 della classica brossura), è immediatamente disponibile dopo il download e rilancia dunque la sfida dei lettori portatili, che fin qui avevano avuto scarso successo con la grande editoria di consumo (quella dei romanzi e dei best seller).

Libri in codice binario e appositi e-reader, esistono da tempo, ma ora potremmo essere giunti al primo passo di una nuova era.