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Il cerchio e la botte
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Proteggere l’attività giornalistica e tutelare la privacy. Mettere al sicuro i dati e lasciare che la rete continui a esprimersi. Alcune delle linee guida esperesse da Pizzetti.
Ha affrontato due dei temi roventi in materia di informazioni e contenuti e diffusione degli stessi Roberto Pizzetti, Garante della Privacy, in occasione della presentazione della sua relazione annuale al Parlamento.
Pizzetti si è soffermato sul controverso tema del lodo Alfano, che ha gettato nel caos il mondo dell’informazione italiana, e ha affrontato la questione della libertà della rete, che tra mancata approvazione del pacchetto tlc in Ue, blocco della legge Hadopi, filtro sui computer cinesi e supporto alla protesta iraniana, è al centro dei dibattiti in ogni parte del globo. “Una nuova disciplina è opportuna - ha affermato Pizzetti riferendosi alla pubblicabilità di notizie acquisite e trattate dai giudici - e lascia perplesso il ricorso a sanzioni penali a carico degli operatori dell’informazione”.
Perplessità manifestata anche per la modalità con cui si vuole rendere trasparente l’attività della Pa: è pericoloso “mettere in rete, senza adeguate protezioni e controlli, milioni di dati personali che l’amministrazione quotidianamente tratta”. “Bisogna proteggere chi utilizza internet - ha incalzato allargando l’analisi alla circolazione dei dati sul web - con regole nuove e condivise. E’ necessario un nuovo e più vasto Wto”.
E’ necessario ricordare tuttavia che “quanto sta avvenendo in Iran dimostra che su questi strumenti poggia una forma di resistenza democratica mai immaginata prima”.
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Pirate Bay, un ricco addio
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Il sito di file sharing è stato acquistato per cinque milioni e mezzo di euro e diventerà un portale per il download legale.
The Pirate Bay è stato acquistato da Global Gaming Factory X, specializzata in software ludici, per una cifra vicina ai 5,5 milioni di euro. Il celebre sito scandinavo cambia gestione dopo le disavventure giudiziarie degli ultimi mesi e la condanna per violazione del copyright.
“Vorremmo introdurre modelli di business che prevedano il pagamento dei provider e dei diritti d’autore” ha detto Hans Pandeya, Ceo di Global Gaming, anticipando le strategie future del portale. L’idea è quella di offrire un dollaro a ogni cliente, perché acconsenta che il proprio pc entri a far parte della rete di download a norma. Non più la ‘baia dei pirati’, dunque.
Come dimostra il precedente di Napster, però, il rischio è che i 20 milioni di utenti del sito abbandonino le acque del peer to peer legale, non più gratuite, carbonare e anzi dall’etica ribaltata, decretandone la fine.
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