Anno XIV • numero 493 del 29 maggio 2009 Una pubblicazione Diesis Group
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Il mondo di Papi

Gran Bretagna e poi Spagna, Francia e Germania. I quotidiani europei raccontano l’Italia, il suo presidente del Consiglio e le recenti vicende di cronaca (rosa) dal loro punto di vista.
Il premier Silvio Berlusconi è “un pericolo per l’Italia”, con questo incipit ha aperto le danze il quotidiano britannico Financial Times. Danze in cui l’Italia veste i panni di una principessa, bella o brutta non si sa, che di colpo si vede con gli occhi di tutti gli altri inviati al ballo, belli o brutti, anche loro, non si sa.

“Berlusconi non è evidentemente Mussolini: ha squadroni di veline al seguito, non di camicie nere...ma resta un pericolo”, ha incalzato l’editoriale non firmato del Ft, dando il via a un tam tam che ha coinvolto le testate di tutta Europa.

“Sarà una teenager a far crollare Berlusconi?”, si chiede l’altro quotidiano britannico, The Indipendent. Il francese Figaro non risponde al quesito ma testimonia che l’arrivo del presidente del Consiglio allo stadio Olimpico in occasione della finale di Champions è stato “salutato dai presenti al grido di papi, papi”. La testata iberica El Paìs dedica a Papi un intero editoriale definendolo “più populista che mai e tanto più capace di governare per se stesso quanto incapace di pensare alla collettività..

Ha realizzato il suo unico obiettivo: la sua impunità giuridica”. Ha detto la sua al tedesco Sueddeutsche Zeitung il corrispondente in Italia Stefan Ulrich: “Ha imposto una vita-spettacolo ai limiti della volgarità. Consumismo rapace, opportunismo e sfrenatezza sono i nuovi valori”. Una vita spettacolo in cui la principessa, forse un po’ spaventata, continua a danzare.


Ue riordina musica online

L’antitrust europeo ha chiesto all’industria musicale una revisione delle licenze, per regolare il mercato web.
L’Unione europea vuole rendere il mercato della musica online più competitivo e accessibile. Per far ciò ha intrapreso una campagna di regolamentazione del settore che prevede la revisione delle licenze (rilasciate dall’industria discografica) per il trattamento della musica.

Gli accordi, dice Bruxelles, dovranno essere ratificati seguendo criteri univoci per tutti gli stati membri. In Europa, i diritti musicali sono venduti separatamente in ciascun paese, il che ha impedito a iTunes, per esempio, di creare un negozio unico per tutta l’Unione, soluzione che avrebbe agevolato il commercio di file e rinvigorito gli introiti del mercato musicale via web.

Ci sono, attualmente, 24 società che trattano i copyright in violazione delle regole antitrust: ora dovranno adeguarsi alle nuove regole, per evitare sanzioni. L’industria deve adattarsi al contesto informatico.