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I quattro schiaffi
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E’ stata approvata la legge francese che prevede il taglio della connessione degli internauti che scaricano materiale illegalmente dal web, contrariamente a quanto auspicato dall’Ue.
Quella che era stata ironicamente battezzata la legge dei ‘tre schiaffi’ non solo è stata approvata ma si è anche trasformata in emendamento dei ‘quattro schiaffi’: i primi tre agli internauti disobbedienti e poco rispettosi delle regole del copyright, il quarto all’Europarlamento e alla sua direttiva secondo cui internet è un diritto fondamentale del cittadino e, in quanto tale, può essere oscurato solo tramite regolare procedimento giudiziario.
Il governo francese ha ignorato la presa di posizione dei vertici comunitari, espressa in occasione del voto del pacchetto telecomunicazioni, e ha, appunto, approvato la legge Hadopi, fortemente voluta dal presidente della repubblica transalpina Nicolas Sarkozy.
Il processo, che ha suscitato reazioni entusiaste da parte delle major e approvazione dal mondo del cinema riunito in questi giorni a Cannes, prevede un iter che inizia con un avviso tramite missiva e, qualora l’azione illegale persistesse dopo serie di avvertimenti, si conclude con il taglio della connessione. Il tutto parte da una segnalazione dell’Internet service provider e costringe l’utente, anche in caso di oscuramento del segnale, a continuare a pagare l’abbonamento.
Il popolo della rete è già insorto in Francia, promettendo scioperi e boicottaggi, mentre l’Ue si è detta contraria ma ha ammesso di non poter intervenire. E almeno il primo dei quattro schiaffi è già arrivato a destinazione.
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Intel multata dall’Europa
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Il produttore di chip sanzionato dall’Unione europea per abuso di posizione dominante e pratiche anticoncorrenziali illegali
La Commissione Ue ha sanzionato Intel con un’ammenda di 1,06 miliardi di euro. Il colosso dei microprocessori ha infranto le regole antitrust continentali: “Per il periodo 2002-2007, Intel ha avuto una posizione dominante nel mercato mondiale dei cpu x86, con almeno il 70% del mercato” dice una nota della Commissione.
Diverse le pratiche illegali mutuate dall’azienda americana, che ha dato sconti integralmente o parzialmente occulti a fabbricanti di computer a condizione che questi acquistassero i suoi chip, ed effettuato pagamenti a favore di fabbricanti di computer per arrestare o ritardare il lancio di prodotti concorrenti.
Intel ha anche pagato un grande distributore per vendere esclusivamente pc dotati di processori x86. La compagnia ricorrerà in appello, ma la sua immagine pare compromessa. Disfunzioni di un mercato spesso al limite della competizione illegale.
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