Anno XIV • numero 487 del 17 aprile 2009 Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO
• Google sempre più leader negli Usa
• Tg3 si rinnova e lancia sito web
• eBay offre 1,2 miliardi di dollari per Gmarket
• Mercato dei pc in calo, ma meno del previsto
• Tiscali a rischio, stremata dalla crisi
• Nokia, utili e ricavi a picco a inizio 2009
• Microsoft, nuovo Office entro 2010
• Piemonte, 80 comuni con internet wimax
• Terra, primo eco-quotidiano italiano
• In arrivo Bluetooth 3.0
• Tv, nel 2009 gara per frequenze digitali
• Zapatero riduce pubblicità in tv
• Sky elimina Shooting Silvio da palinsesto
• Commissione Ue contro i social network per difendere la privacy
• In arrivo servizio compilazione Modello 730 di Microsoft

La Tv all'Annorezo

La sospensione di Vauro e il monito lanciato ad Annozero, che necessiterebbe di un riequilibrio, hanno riaperto la crepa fra servizio televisivo pubblico e potere politico.

In attesa dell’elezione del direttore del Tg1, a pochi giorni dalla nomina di Mauro Masi, a qualche mese dall’insediamento di Zavoli alla guida della commissione di Vigilanza e a una settimana dalla tragedia che ha sconvolto l’Abruzzo e ha cinto tutti i mezzi di informazione in un’unica catena di sgomento e cordoglio, il salotto di Michele Santoro è diventato teatro di uno scontro mediatico tintosi rapidamente di (marcate) sfumature politiche.


A pagare è stato, inaspettatamente, il vignettista Vauro, reo di aver tracciato una vignetta “gravemente lesiva dei sentimenti di pietà dei defunti” e sospeso dalla trasmissione. Annozero è stato ritenuto da Masi un programma da riequilibrare ed è stato condannato alla messa in onda di una puntata riparatrice. “Si va verso una stretta alla libertà di informazione”, è il grido d’allarme lanciato ieri da Fabio Mussi, esponente di Sinistre e Libertà che ha manifestato davanti alla Sede Rai.

E’ necessario “un patto di legalità e di correttezza che garantisca il cittadino contro le trappole della faziosità”, ha auspicato il portavoce del Pdl Capezzone, mentre Paolo Romani è tornato sul discorso del “riequilibrio della linea editoriale”.


Il tutto mentre il problema centrale della questione, se mai ne è esistito uno in termini di correttezza di informazione, si allontana progressivamente e resta la sgradevole eco di un concerto volto a coprire la nota stonata suonata da Santoro durante un’opera celebrativa dell’intervento del governo in quel dell’Aquila.




Editoria italiana in crisi

Periodo nero per magazine e quotidiani, nella morsa del crack finanziario e a rischio collasso. In attesa degli aiuti statali

L’editoria italiana sta attraversando “una grave crisi industriale, che frena pesantemente lo sviluppo. Per il complesso delle società editrici di quotidiani, nel 2008 si è registrato un aumento delle perdite del 100% e un calo degli utili del 30%”.

A dirlo è Carlo Malinconico, presidente della Federazione italiana editori giornali. Le previsioni per il 2009 sono tetre, soprattutto per la contrazione degli introiti pubblicitari (-25% per i quotidiani nazionali nel primo trimestre di quest’anno). Gli editori chiedono aiuto al governo: tra le misure prioritarie per la Fieg ci sono gli interventi per rendere effettivi gli ammortizzatori sociali e misure di carattere anticongiunturale per superare l’emergenza.

Prima che cominci il de profundis all’editoria, cartacea e non, uno dei fattori di equilibrio di un paese civile in salute. Ammesso che l’Italia lo sia.