Anno XIV • numero 483 del 20 marzo 2009 Una pubblicazione Diesis Group
SCARICA PDF bott_TELE.jpg bott_AUDIO.jpg bott_INTERNET.jpg


IN QUESTO NUMERO
• Bbc e la crisi: 400 milioni di tagli
• Nordcorea: arrestate due giornaliste americane
• Accordo Tra Nokia e Orange in Spagna e Gran Bretagna
• Ibm pronta all’acquisto di Sun
• Garante: nuove regole per telemarketing
• Mediaset: più ricavi meno pubblicità nel 2008
• Eurisko: gli italiani e la crisi passata davanti alla tv
• Internet Explorer 8, la sfida tra browser
• The Sun lancia in aprile la sua web-radio

E-book nuova era

Si moltiplicano le biblioteche virtuali e proliferano gli e-book e i lettori portatili per testi
digitali. Il libro alla conquista di internet tra hardware, software, lotte di mercato.

L’accordo stipulato tra Sony e Google per la creazione di una biblioteca digitale su books.google.com consultabile tramite Reader, l’e-book della casa giapponese, segna una nuova fase per l’industria editoriale sul web. Gli utenti disporranno di più di mezzo milione di classici della letteratura ormai privi di copyright, quindi scaricabili gratuitamente e poi leggibili sul dispositivo di Sony o su un normale pc.

La partnership mira a scalfire il dominio di Amazon e del suo lettore Kindle 2: il celebre negozio online, grazie ai rapporti privilegiati con gli editori, dispone di un catalogo di 245mila titoli tra best seller e novità (al solito venduti a 9,99 dollari l’uno). Il mercato crescente dell’editoria su web ha visto nascere in questi giorni l’e-book Flepia di Fujitsu (che supporta immagini e colori) e diverse iniziative promosse dalle case editrici.

Da metà aprile, Sperling & Kupfler aprirà al commercio digitale della manualistica, mentre il Corriere della Sera si è accordato con Amazon per la distribuzione su Kindle. Sembrano però i produttori di hardware i più entusiasti dello sfruttamento del canale online, mentre gli editori hanno ancora parecchi dubbi sul commercio immateriale delle loro opere, temono la pirateria e un drastico calo dai proventi per i diritti d’autore. Le compagnie informatiche, invece, sperano di aver trovato un nuovo filone dorato nella vasta (e pericolosa) miniera di internet: un mercato ancora scoperto da contendersi.



APPLE: errore LOW-cost

La scelta dell’azienda di Cupertino di non entrare nella
produzione dei netbook è coincisa con dati di vendita negativi.

Anche la Apple sbaglia. Anche Steve Jobs, il suo numero uno malato/convalescente, si è reso protagonista di una valutazione errata. Ad accendere i riflettori sulla clamorosa buccia di banana sulla quale è scivolata la Mela morsicata di Cupertino, sono stati i dati di Npd.

Secondo l’istituto di ricerca le vendite statunitensi di computer Mac hanno visto una flessione del 16%. La percentuale si iscrive in un contesto flagellato dalla crisi economica, ma caratterizzato dall’isola felice dei netbook: le vendite di computer portatili a basso costo sono cresciute del 22%.

Il segmento, che ha regalato ai pc Windows un +16%, è stato ignorato dalla Apple e in precedenza apertamente criticato da Jobs. Dati e prese di posizione fanno già parte tuttavia del passato, in quanto sarebbe nei cantieri di Cupertino un netbook griffato Apple. Che sbaglia e ammette l’errore.