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Tutti contro Skype
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Lo sbarco del sistema Voip di proprietà di eBay sugli smartphone inizia a far paura agli operatori. Giungono dal Regno Unito le prime prese di posizione contro la soluzione.
Il World Mobile Congress di Barcellona, evento di riferimento per il mercato della telefonia mobile, si era chiuso all’insegna dei buoni propositi: il lancio da parte della casa finlandese Nokia di un modello che prevede l’integrazione del sistema VoIp di Skype (Nokia N97) aveva lasciato ben sperare circa un ipotetico scenario futuro in cui lo scambio di dati fra i vari dispositivi si sarebbe appoggiato alla rete, prescindendo in alcuni casi dalle tariffe imposte degli operatori.
Chi si era illuso che i giganti della telefonia mobile si sarebbero fatti scavalcare senza opporre resistenza ha fatto i conti senza l’oste. Due delle compagnie telefoniche più importanti del Regno Unito, O2 e Orange, hanno infatti bloccato la vendita dell’N97, atteso al debutto nei primi mesi estivi, dai propri negozi in Inghilterra, Galles e Scozia per manifestare il loro dissenso nei confronti dell’integrazione della soluzione VoIp nel modello.
Il gruppo finlandese è stato accusato di voler creare un ecosistema Nokia-centrico all’interno del quale i consumatori sono portati a destreggiarsi esclusivamente fra le possibilità offerte dagli avanzati software che i produttori associano ai vari smartphone.
In uno scenario di questo tipo il ruolo degli operatori, in termini di controllo del mercato, diventa marginale e, aspetto ancor più preoccupante per i vari Vodafone, At&t e T-Mobile di tutto il mondo, rischia di vedersi ridurre drasticamente le entrate generate dal traffico dati.

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Evoluzioni del video web
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Le potenzialità ancora inespresse di YouTube e simili, tra comunicazione e profitto, informazione e diritti d’autore.
Gran movimento attorno a YouTube, lo spazio video per eccellenza della rete. Utenti in crescita, una possibile partnership con Universal, un accordo ratificato con Sony, una collaborazione con Flickr, e un giro d’affari dalle potenzialità ancora non completamente espresse.
Anche l’Italia si interroga sui pregi e difetti del video online: lo scorso venerdì la Camera dei deputati ha aperto una finestra su YouTube (youtube.com/cameradeideputati), sfruttandone quindi le possibilità informative e di esposizione. Pochi giorni dopo, invece, il Tribunale di Milano ha fermato la pubblicazione online dei filmati del Gf9, accogliendo i reclami di Mediaset sul diritto d’autore delle immagini, a scapito del diritto di cronaca.
Contraddizioni del web 2.0: i video in internet hanno infatti un ruolo centrale nelle campagne mediatiche e di comunicazione. Più reali dei reality.
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