Anno XIV • numero 480 del 27 febbraio 2009 Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO
• Kallasvuo: Nokia produrrà pc
• Boom crimini informatici in Giappone
• Continua odissea legata al ritorno di Steve Jobs
• Fastweb chiude il 2008 a +19%
• Vodafone Uk: 500 licenziamenti
• New York Post chiede scusa per vignetta razzista su Obama
• Tv francese multata per false immagini Guadalupe
• Svezia: inasprite leggi contro download illegali
• Ue apre indagine su utilizzo Skype

Browser vs browser

Google ha aderito alla crociata di Opera, sostenuta dalla Commissione europea e da Firefox di Mozilla, contro il monopolio di Microsoft nel settore dei browser di navigazione del web.

Mentre l’Ue attende le risposte di Microsoft sull’automatismo del collegamento fra la vendita del browser Internet Explorer e quella del sistema operativo Windows, sale sul carro degli accusatori del colosso di Redmond anche Google. Tutto è partito da una denuncia di Opera, soluzione concorrente di Explorer e convinta che la commercializzazione congiunta dei due prodotti targati Microsoft rischi di compromettere la concorrenza e l’innovazione del settore.

Una volta messa la pulce nell’orecchio della Commissione europea e avviata un’indagine in questo senso, alla quale Microsoft ha tempo fino a fine marzo per rispondere con le sue argomentazioni, si è fatto avanti Mozilla, responsabile della diffusione di Firefox, il più serio concorrente di Internet Explorer. A portare Google sul piede di guerra è la necessità di ritagliare uno spazio nel settore in esame per il suo Chrome e, avendo ottenuto l’assenso della Commissione europea, si adopererà per proporre soluzioni che impediscano la distribuzione della nuova versione di Explorer, la 8, associata a Windows 7.

Se Microsoft non dovesse riuscire a dimostrare che il legame fra le due soluzioni non intacca la libera concorrenza il primato del suo broswer, ultimi dati alla mano, potrebbe essere messo seriamente in discussione: Internet Explorer è passato dal 73,75% di maggio al 67,55% odierno, mentre Firefox è salito dal 18,41% al 21,53%. Chrome ha iniziato la sua timida scalata passando dall’0,78% di settembre all’1,12%.



Il bavaglio si STRINGE

L’archiviazione delle conversazioni fra Berlusconi e Saccà rappresenta il primo passo verso il ddl sulle intercettazioni

La Procura di Roma ha ordinato l’archiviazione dell’inchiesta e la distruzione delle intercettazioni relative al caso che coinvolgeva Silvio Berlusconi e l’ex direttore di Rai Fiction Saccà nella vicenda delle richieste di favori per promuovere la carriera di alcune attrici.

La vicenda si inserisce nel panorama attuale che vede il governo impegnato nella manovra ddl intercettazioni. Attualmente sono in discussione due punti: il divieto di intercettare se non in presenza di gravi indizi di colpevolezza e il divieto di rivelare ogni notizia su arresti e inchieste fino alla loro chiusura.

Se le restrizioni alla libertà di informazione prevista dal disegno di legge dovessero essere confermate in toto, nonostante le proteste del sindacato dei giornalisti e dell’opposizione intera, casi come quello Berlusconi-Saccà non potrebbero più essere noti a tutti.