Anno XIV • numero 476 del 30 gennaio 2009 Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• Google monitora esistenza di filtri p2p

• Aol internet: 700 licenziamenti

• Intel perde il ricorso con l'antitrust

• Fujitsu interrompe  produzione hd

• Blackberry: la curva (wifi) dopo la tempesta

• Reply acquisisce centro Motorola di Torino

• Stampa: Sarkozy promette aiuti urgenti

• Cda Rai: approvato il budget per il 2009

• Garante della privacy preoccupato delle insidie di Facebook

• Yahoo!: trimestre in rosso e congelamento degli stipendir

• G.B.: per 2012 banda larga per tutti e lotta antipirateria

• Microsoft: nuova beta Explorer 8

 
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ITALIANS MOBILI

Una ricerca britannica ha messo in evidenza l’inadeguatezza dell’Italia in termini di utilizzo e sfruttamento delle nuove tecnologie. Si salvano solo i telefoni cellulari.

È solo diciannovesimo il nostro paese nella graduatoria annuale, Connectivity Scorecard, stilata dalla London Business School. La classifica misura il livello di utilizzo delle tecnologie - internet, cellualari, servizi web - in oltre 50 paesi del mondo. L’Italia ha raggiunto uno (scarso) punteggio di 3.99 ponendosi largamente alle spalle di tutte le nazioni del G7 e dimostrandosi in grado di precedere solo Spagna e Portogallo nella lista dei paesi più industrializzati.

A pesare sul punteggio del nostro paese rispetto a realtà come Stati Uniti (7,71 punti), Svezia (7,4 punti), Danimarca (7,18 punti), Olanda (6,75 punti) e Regno Unito (6,61 punti) è lo scarsa penetrazione delle connessioni internet e dei computer che influenzano anche lo sviluppo dell’e-commerce. Le abitudini d’acquisto online degli italiani sono mutate nell’ultimo periodo ma restano ancora poco competitive nei confronti degli altri paesi.

Tirata d’orecchie per lo stivale anche per ciò che concerne l’età media della popolazione: l’atteggiamento di una popolazione che conta un 19% sopra i 65 anni è inevitabilmente poco orientato nei confronti delle nuove tecnologie. Non è migliore il giudizio dell’analisi nei confronti delle aziende: è migliorato il loro uso dei servizi dati e sono cresciute le loro spese per i servizi It ma su livelli nettamente inferiori a quelli degli altri paesi. Unica nota positiva è il numero di utenti di telefonia mobile 3G, che porta l’Italia fra i primi posti nel mondo.

Internauti spendaccioni

Il web italiano è popolato da adulti, di sesso maschile e femminile
senza alcuna prevalenza e con una buona propensione all’acquisto.


Cresce internet in Italia e aumenta la sua influenza sulle abitudini, d’acquisto e non, degli italiani. Questa parte della fotografia scattata dall’Osservatorio Multicanalità del Politecnico di Milano attraverso i dati Nielsen. L’analisi del bacino d’utenza virtuale dello stivale evidenzia come il 63% degli internauti abbia un età compresa fra i 25 e i 54 anni.

Quasi la metà (45%) è di sesso femminile. Internet si dimostra essere la principale fonte di ricerca di informazioni per il 21% della popolazione italiana e si conferma come corsia preferenziale per perfezionare gli acquisti. Il 7% del totale compra in rete, il 27% legge recensioni su blog e forum dei prodotti di suo interesse e il 15% non procede con l’acquisto se i commenti sono negativi.

Di rilievo anche il dato relativo all’internet-banking: sono cinque milioni i concorrenti attivi.