Anno XIV • numero 475 del 23 gennaio 2009 Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• Trimestrale deludente per Sony

• n Calabria un comune tutto WiFi

• Microsoft: profitti -11%, tagli per 5.000 lavoratori

• Apple snobba la crisi e annuncia fatturato record

• Android G1 conquista l’Europa

• L’Unione Europea e’ per il risparmio energetico

• Vernice blocca le connessioni a scrocco

• Annozero e Che tempo che fa multate da Agcom

• A Europa 7 solo un milione dallo stato


• Tele2 multata da Antitrust per rallentamento peer to peer

 
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Vigilanza Massima

La questione si evolve ma lui non accenna a fare passi indietro. Dopo lo scioglimento della commissione di Vigilanza, Riccardo Villari minaccia il ricorso alla magistratura.

Inossidabile come l’acciaio Riccardo Villari. Spacca il Paese a metà, o quasi. Su Facebook sono 1.340 i suoi sostenitori e 500 chi ne chiede le dimissioni. Non sono valsi gli appelli dei presidenti di Camera e Senato e neppure il provvedimento di scioglimento della Commissione che, a onor del vero, a rigore di Costituzione, pare non si potesse fare.

Villari è dunque presidente di una Commissione che forse non c’è. Il che significa, visto da un altro punto di vista, che lui è l’unico componente di una commissione che forse continua a esserci. “Sono intenzionato a fare ricorso alla Corte e se ci saranno le condizioni certamente lo farò”, è stata la reazione di Villari quando tutti pensavano che la vicenda si stesse avviando a una conclusione.

“Non so ancora se al Tar o alla Corte costituzionale, o forse a tutte e due, ma se i miei avvocati mi daranno via libera farò sicuramente ricorso. Certo, è una brutta cosa quando per vedere applicata la Costituzione si deve ricorrere alla magistratura”, ha affermato Villari che prosegue: “In questa vicenda i partiti hanno superato il limite. Non vengo da Marte e so come funziona, ma questa volta la politica ha davvero esagerato”.

Mentre si discute se la commissione c’è o non c’è, i partiti si litigano chi nominare in quella nuova, che ovviamente non si sa se ci sarà. Anche qui l’unico nome certo è quello del presidente quasi eletto Sergio Zavoli. Insomma, due presidenti e zero commissioni. Tutto molto all’italiana.

ITALIA SENZA NOMINATION

Il curioso caso di Benjamin Button e il Milionario protagonisti agli Oscar che non amano più il cinema di casa nostra.

Non c’è il cinema italiano nella lista dei candidati all’Oscar. A sbancare le nomination sono stati “Il curioso caso di Benjamin Button” e “Il Milionario”, capaci di portare a casa, rispettivamente, tredici e dieci candidature a testa e di ambire al titolo di Miglior film, premio al quale concorreranno anche Frost/Nixon, Milk e The Reader. Scontata, è arrivata la nomination per la categoria miglior attore non protagonista al defunto Heath Ledger.

A giocarsi il titolo di miglior attore protagonista saranno invece Brad Pitt, Sean Penn, Mickey Rourke, Frank Lagella e Richard Jenkins. Le interpreti femminili in corsa sono Anne Hathaway, Angelina Jolie, Melissa Leo, Meryl Streep e Kate Winslet. Il premio per la Miglior regia andrà a uno fra: Danny Boyle, Stephen Daldry, David Fincher, Ron Howard e Gus Van Sant.