Anno XIII • numero 474 del 16 gennaio 2009 Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• Invecchiano i siti di social netwok

• Crisi mercato pc: Garner, crescita peggiore dal 2002

• Tele 2 multata per pratiche scorrette

• Palm rinasce con il nuovo sistema operativo e il modello “Pre”

• Chip Dram -4% nel 2009: crisi e sovrapproduzione

• Rischi di collasso per rete telefonica italiana entro due o tre anni

• Nokia sospende produzione cellulare wimax

• Financial Times: 80 licenziamenti ma investe nel digitale

• California: 1.742 sms inviati da una teenager


• Tv francese: Sarkozy sorride ma il Senato è in subbuglio

• Dieci giorni di riflessione per Riccardo Villari

• Pedofilia online: allarme in Usa e Russia decine di migliaia i siti

• Carol Bartz sarà il nuovo Ad Yahoo!

• Arriva il sito che pulisce l’immagine virtuale

 
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Steve Jobs lascia

Il numero uno della Apple ha comunicato il suo allontanamento dalle scene per i prossimi sei mesi, lasciando un timone che scotta nelle mani del direttore generale Tim Cook.

“I miei problemi di salute sono più complessi di quanto avessi inizialmente pensato... Ho deciso di prendermi un periodo di malattia fino alla fine di giugno”. Questo parte del testo della missiva a cui il numero uno della Apple si è affidato per rendere nota la sua momentanea resa alla malattia, della quale non sono stati resi noti particolari, che gli ha impedito di prendere parte all’ultimo MacWorld. “Ho chiesto a Tim Cook di assumere la responsabilità delle attività quotidiane dell’azienda... In qualità di Ceo ho intenzione di rimanere coinvolto nelle principali decisioni strategiche durante la mia assenza”, ha proseguito nel tentativo di rassicurare coloro i quali identificano il suo volto e il suo carisma con il successo della casa della Mela. Tentativo fallito se si analizza il volo in picchiata del titolo Apple nel dopoborsa, -10%, e il proliferare di indiscrezioni circa la natura della sua malattia e sugli effetti che un suo abbandono definitivo potrebbe avere sul mercato. Gli analisti parlano di investitori pronti a sferrare un attacco nei confronti dell’azienda che non si sarebbe comportata correttamente nei mesi scorsi negando i problemi di salute di Jobs. Che la Apple abbia o meno in cantiere qualche prodotto del calibro dell’iPod o dell’iPhone da lanciare nel 2009 sembra importare davvero a pochi. Che Tim Cook possa o meno gestire la pesante eredità, come Steve Ballmer sta facendo da qualche mese sul trono che fu di Bill Gates, appare irrilevante. L’unico interrogativo a cui si cercherà risposta fino a fine giugno è relativo a un suo possibile, e indispensabile, ritorno.

IL MERCATO ESCE DAL CES

All’ombra della crisi, la fiera dell’elettronica di consumo ha presentato le linee guida dell’anno appena iniziato.

SI è chiuso sabato il tradizionale appuntamento annuale con il Consumer electronics show (Ces). La nuvola che ha accompagnato l’intero svolgersi dell’evento aveva le fattezze della crisi economica che sta attanagliando il mercato e portava con sé lo spettro della recessione che caratterizzerà il 2009. Al suo interno sono passate alcune delle novità che caratterizzeranno i prossimi dodici mesi: Microsoft ha tolto il velo al suo nuovo sistema operativo Windows 7, capace di generare un interesse così forte da mandare in tilt i server per i troppi tentativi di download della prima beta, Skype ha fatto la sua dichiarazione d’amore alla telefonia mobile, aprendo di fatto un nuovo scenario per le chiamate tramite web fra cellulari e Palm ha approfittato del palcoscenico per riproporsi con un nuovo sistema operativo e uno nuovo smartphone.