Anno XIII • numero 469 del 21 novembre 2008 Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• NASA COLLEGA IL SISTEMA SOLARE CON INTERNET

• SCANDINAVIA: MMS IN ARRIVO SULL’IPHONE

• IL LUSSO NEI CELLULARI NON TEME LA CRISI

• OFCOM: 86% DEI BRITANNICI HA DTT CONTRO IL IL 29% DEI POLACCHI

• DAL 2010 NUOVO REGOLAMENTO PER L’EDITORIA

• EURISPES: INFANZIA ITALIANA TRA TECNOLOGIA E WEB

• PARTE IL TORINO FILM FESTIVAL DI NANNI MORETTI

• CANONE RAI: PRONTO L’ADEGUAMENTO

• STRATEGIA MICROSOFT: UN MALWARE GRATUITO

 

Il Vigilante

Altro coup de théâtre degli attori coinvolti nella soap ‘Vigilanza Rai’. Nonostante l’accordo sul nome di Zavoli, Villari non si è dimesso e si è guadagnato l’espulsione dal Pd.

“Mi dimetterò quando Pd e Pdl avranno trovato un nome condiviso”, queste le parole di Riccardo Villari dopo la sua rocambolesca elezione alla presidenza della commissione di Vigilanza Rai. Il nome è arrivato, Sergio Zavoli, ma le dimissioni di Villari no. Nonostante le pressioni del suo partito, che ha proceduto ieri ad espellerlo, il senatore del Pd sembra avere l’intenzione di rimanere attaccato a quella poltrona ottenuta con i voti della maggioranza e due dall’opposizione.

Oltre a essere in totale disaccordo con la linea del Partito Democratico, la scelta di Villari fa sorgere qualche dubbio sull’improvvisa disponibilità della maggioranza a sostenere il nome di Zavoli. Dopo mesi di ostruzionismo puro alla candidatura di Leoluca Orlando e la decisione di eleggere un nome estraneo alle proposte dell’opposizione, il Pdl ha alzato bandiera bianca quando ormai, vista la presa di posizione di Villari, i giochi erano fatti.

“Resta un presidente democraticamente eletto, che ha resistito con coraggio a pressioni. Ha dimostrato un grande senso di responsabilità istituzionale e una grande dignità. Finché le condizioni istituzionali e politiche non saranno diverse da quelle attuali non possiamo certo far dimettere un presidente regolarmente eletto, perché è una scelta che spetta esclusivamente a lui. Ma restiamo disponibili ad accedere all’accordo sul nome di Zavoli”, è stata, per citarne una, l’affermazione di Alessio Butti del Pdl. Insomma Villari piace di più di Zavoli.

Yahoo! è vivo e mobile

La web company orfana di Mr Yang ha deciso di orientarsi
verso la ricerca mobile per trovare nuova linfa vitale


La decisione di Jerry Yang di abbandonare la poltrona di amministratore delegato di Yahoo! è già parte del passato e la web company prova ad andare avanti nonostante le oggettive difficoltà. Il primo passo in direzione della nuova era, dopo aver incassato le dichiarazioni di Steve Ballmer che ha escluso la possibilità di un acquisto totale da parte di Microsoft,è stato quello di siglare un accordo con l’operatore di telefonia mobile T-Mobile. L’intesa, che prevede l’applicazione di default del servizio di ricerca su internet targato Yahoo! su tutti i cellulari
legati all’unità della tedesca Deutsche Telekom, sottolinea le speranze dei concorrenti di Google che, non potendo competere a livello di ricerche web, si affidano al mobile per potenziare il loro servizio. La stessa strategia è perseguita da Microsoft attraverso il corteggiamento di Verizon..