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SENZA VIGILANZA
Leoluca Orlando non ottiene l’elezione alla guida della Commissione di
Vigilanza Rai perché la maggioranza non vota come segnale di dialogo
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Nulla di fatto sul presidente della Commissione di Vigilanza Rai per mancanza di numero legale. La maggioranza non ha partecipato al voto perché non sono ancora maturate le condizioni “per l’elezione condivisa” dei vertici della Commissione di Vigilanza Rai. Lo afferma una nota congiunta di Pdl, Lega Nord e Mpa. La non partecipazione al voto “deve essere intesa come un segnale di apertura e non di chiusura del diaologo” visto che si tratta del “primo passo di un delicato e complessivo rinnovamento anche dei vertici aziendali della Rai scaduti alla fine di maggio, è auspicabile che in questi giorni si possa aprire un confronto complessivo per arrivare a soluzioni condivise”. Il presidente della commissione è espresso come da prassi dalla minoranza. Il candidato a palazzo San Macuto è Leoluca Orlando (Idv) che si sente ”testimonial di un principio istituzionale”. Il segretario del Pd Walter Veltroni ha detto che “è la prima volta che in un organismo di garanzia la maggioranza non adempie a un’elementare prassi di rispetto istituzionale”. Per Veltroni non bisogna confondere i deu piani, cioé Il Consiglio di amministrazione della Rai e la Commissione di vigilanza. L’ex ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni nota: “E’ una commissione di garanzia e per questa ragione il presidente è da sempre indicato dalla minoranza e sono anche certo, per questa stessa ragione, che i presidenti delle Camere si adopereranno per consentire l’immediato avvio dei suoi lavori”.
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Web si tinge di verde
Internet sta diventando un importante alleato nella sfida
di consumatori e aziende contro i problemi del pianeta
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Una ricerca di DoubleClick, condotta da Opinion Research, ha reso noto che il 60% dei consumatori che acquistano in rete considera ‘estremamente’ o ‘molto’ importante che le aziende prestino attenzione all’ambiente. “Oggi l’approccio nei confronti dell’ambiente è diventato una questione cruciale - ha affermato Paul Verna analista di eMarketer - e internet è un luogo in cui i consumatori possono confrontarsi sulle politiche adottate delle aziende, dai politici, dagli investitori o semplicemente dagli altri cittadini e all’interno del quale possono studiare nuove strategie per affrontare il problema”. Verna ha citato la We Campaign, promossa da Al Gore, che ha previsto di destinare 300 milioni del suo budget pubblicitario alla pubblicità online, investendo quindi sulla sensibilità degli internauti per le questioni legate all’ambiente.
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