Anno XIII • numero 449 del 30 maggio 2008   Una pubblicazione Diesis Group
bott_TELE.jpg bott_AUDIO.jpg bott_INTERNET.jpg

IN QUESTO NUMERO

• INTERNAUTI IMPEGNATI NEL SOCIALE
• MICROSOFT SI FA TENTARE DAL TOUCH-SCREEN
• UE CONTRO INTEL: LA DECISIONE A FINE ESTATE
• ORANGE TIRA UN CALCIO AI SUOI ABBONATI
• GOOGLE MOSTRA ANDROID SU TOUCHSCREEN
• OPERATORI IPTV VOGLIONO PIÙ SERVIZI
• STUDIOS SI UNISCONO PER IL DIGITALE
• AMAZON LANCIA VIDEO STREAMING A PAGAMENTO
• FACEBOOK INTRODUCE PIATTAFORMA OPEN SOURCE

SERVIZI

• Il potere del videogioco

•Ue cambia i numeri del web

 

BONAIUTI BIPARTISAN
Riforma dell’editoria dopo la finanziaria. Ritorno di Masi come capo del dipartimento. Nomina di Peluffo a consigliere per i problemi istituzionali. E un occhio all’opposizione

Paolo Bonaiuti promette un “atteggiamento bipartisan” nella gestione del futuro dell’editoria italiana, a cui il fedelissimo di Berlusconi ha la delega. Una disponibilità che fa piacere dall’uomo rude della propaganda azzurra che ci ha abituato ai suoi slogan semplici declamati con l’occhio dritto nella telecamera. Bonaiuti indica quali sono le sue priorità. Intanto la nomina di Mauro Masi che torna a capo del Dipartimento per l’informazione e l’editoria. Poi l’incarico all’ex portavoce del Presidente Ciampi, Paolo Peluffo, come Consigliere dei problemi istituzionali, in vista anche di “altri importanti incarichi”. Poi la riduzione del peso dei contributi diretti all’editoria a favore dei contributi indiretti, cioè credito agevolato, agevolazioni tariffarie, credito d’imposta. Anche Masi detta le sue priorità, tra cui “trovare una norma che tuteli il diritto d’autore su internet”. Lo stesso Masi annuncia che i tempi per la riforma dell’editoria non saranno lunghi, ma andranno comunque a dopo la legge finanziaria perché “prima è necessario avere contezza delle compatibilità generali di bilancio”. Bonaiuti sulle edicole assicura che la loro “importanza non sarà disconosciuta, ma bisognerà introdurre l’informatizzazione. Sono convinto che i giornali resteranno - aggiunge -, ma occorre riorganizzare i media in funzione della multimedialità che sta arrivando”. Ecco, quel ‘sta arrivando’ rovina un po’ il quadro. La multimedialità già c’è, e i ritardi sono colpa proprio degli ultimi governi.

Portafoglio immobile
Scarsa qualità dei servizi e tiepido interesse stanno compromettendo il decollo dei pagamenti via cellulare

Gli italiani non possono fare a meno del telefonino, impossibile trascorrere una giornata senza inviare sms, imbastire lunghe conversazioni in coda al supermercato o nello scompartimento di un treno e ascoltare mp3 con il proprio cellulare. Stando ai dati di CommStrategy tuttavia, i cittadini della penisola sono ben lontani dall’essere dipendenti dai pagamenti mobili come lo sono delle altre funzioni. L’analisi ha evidenziato che nonostante 46 milioni di persone in Italia posseggano un telefonino e il 30% di questi sia dotato di tecnologie di connessione avanzate, i pagamenti mobili sono ancora poco diffusi. Il deficit del nostro paese, ha specificato CommStrategy sottolineando un preoccupante ritardo nei confronti di Giappone e Usa, si registra in termini di trasparenza dei servizi, ruolo del pubblico e qualità delle soluzioni e di banking remoto.