|
|
|
|
IL TERZO INCOMODO
Icahn lancia la sfida a Yahoo! e si propone di rivoluzionare il consiglio di
amministrazione colpevole di aver fatto fallire le trattative con Microsoft
|
|
|
Carl Icahn castigamatti. L’imprenditore statunitense si inserisce nella vicenda Yahoo!-Microsoft e lancia ufficialmente una ‘proxy fight’, una battaglia delle deleghe, per rimpiazzare il consiglio di amministrazione di Yahoo!, responsabile di aver fatto naufragare le trattative con Microsoft. Carl Icahn vorrebbe una posizione significativa nel capitale del motore di ricerca e vorrebbe spingere il gruppo a tornare a trattare con Microsoft. Il finanziere ha acquistato 59 milioni di azioni Yahoo! e intende investire altri 2,5 miliardi di dollari in titoli del motore di ricerca. Icahn ha già pronta una lista di dodici nomi di potenziali candidati per sostituire il board. Il termine ultimo per presentare liste alternative in vista dell’assemblea del 3 luglio è il 15 maggio. Tra i candidati, Icahn mette anche Frank Biondi, ex amministratore delegato di Viacom, che ha lavorato al fianco di Icahn nelle campagne attiviste alla Time Warner. In una lettera al chairman di Yahoo! Roy Bostock, Icahn sottolinea come il board abbia “agito in modo irrazionale e abbia perso la fiducia degli azionisti e di Microsoft”. Secondo il “Wall Street Journal”, Yahoo! per evitare la “proxy fight” potrebbe proporre a Icahn un piccolo allargamento del cda a nuovi membri indicati dallo stesso finanziere. Icahn però è convinto di aver bisogno di ben più di pochi posti nel board per convincere Yahoo! a tornare al tavolo con Microsoft. Yahoo! non ha intanto rinunciato a un possibile accordo con Google per la pubblicità online.
|
|
|
 |
|
|
APPENDICE CELLULARE
In una società in cui il telefonino è diventato più indispensabile del portafoglio, Idc parla di utenti ‘iperconnessi’
|
|
Che oggetto prendereste in fretta e furia se doveste lasciare la vostra abitazione per 24 ore? Questa la domanda posta da un sondaggio di Idc, sponsorizzato da Nortel Networks Corp, che ha visto soccombere il caro e vecchio portafoglio al dispositivo irrinunciabile per eccellenza: il telefono cellulare. Più di un terzo (38%) dei professionisti chiamati in causa non ha infatti avuto dubbi: il primo compagno di fuga sarebbe il telefonino. A sostenere il portafoglio è stato il 30% del campione intervistato. L’indagine si è occupata anche di analizzare la situazione a livello geografico, individuando la Cina come paese più popolato da cittadini ‘iperconnessi’, ovvero che fanno uso quotidiano di almeno sette dispositivi come cellulare, computer portatile, pc ecc. In Canada e Emirati Arabi abitano invece gli utenti meno schiavi della tecnologia.
|
|
|