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I COMUNISTI E LA RAI
La Tv pubblica è al servizio di Walter Veltroni accusa Berlusconi a cui è stato interdetto il salotto di Vespa. Replica Rai: i dati dicono che non è vero. Torna la vecchia bagarre
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E’ finito il bon ton di queste settimane di campagna elettorale. E finisce sulla partecipazione dei due maggiori candidati premier a Porta a Porta. La scintilla è stata la dichiarazione di Berlusconi a margine dell’assemblea di Confartigianato sulla decisione di Walter Veltroni di non andare da Bruno Vespa, impedendo così che anche Berlusconi vi potesse partecipare. “La decisione di Veltroni - ha detto Berlusconi - è di una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. La par condicio - ha aggiunto Berlusconi - non c’entra niente, c’entra un atto violento da parte di Veltroni”. Risponde il direttore generale della Rai Cappon: “Noi non entriamo nelle questioni politiche. La Rai deve garantire un terreno neutrale. Ci sono delle regole. Noi siamo stati anche richiamati dalla Authority al rispetto di queste regole. E abbiamo ritenuto che, soprattutto per gli esponenti di maggior rilievo, dovesse esserci una rappresentazione paritaria delle posizioni”. Rincara Berlusconi: “Poverino Veltroni, è stanco a salire su e giù dal pullman, lo capisco anche. Così però la Rai si è messa al suo servizio: Veltroni non va e non vado neanche io”. La Rai replica che secondo i dati dell’Osservatorio di Pavia Berlusconi e Veltroni hanno uno spazio identico (33%, vedi pagina 2). Vespa prende le distanze: “Non condivido il principio che un’assenza volontaria ne possa determinare un’altra. Ma mi è arrivata una lettera, molto cortese, ma anche assai esplicita. Non si può dunque attribuirmi in alcun modo la decisione finale”.
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Australia: web spaventa tv
Gli utenti australiani passano più tempo su internet di
quello che dedicano al medium tradizionale per eccellenza
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Nel 2007 l’uso di internet in Australia ha superato il tempo trascorso davanti alla televisione, 13,7 ore a settimana contro le 13,3 ore, secondo una ricerca condotta da Nielsen Online. Il sorpasso era nell’aria: durante il 2006, il consumo di televisione da parte degli spettatori australiani si attestava su 13,8 ore settimanali, mentre il tempo dedicato al web era pari a 12,5 ore. Fra le ragioni evidenziate dall’istituto di ricerca come causa dello storico sorpasso, figura la crescente compenetrazione dei due media, il 58% degli internauti australiani non rinuncia alla televisione ma ricorre alla piattaforma web per guardare i suoi programmi preferiti. Stessa sorte per la radio, che si vede sottrarre progressivamente ascoltatori dalle altre piattaforme, ma può contare sui favori del 48% degli internauti che si sintonizzano sulle stazioni digitali via web.
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