Anno XIII • numero 439 del 14 marzo 2008   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• NASCE ISTITUTO EUROPEO DI TECNOLOGIA
• HD-DVD: TOSHIBA PERDE 640 MILIONI
• EA ALZA OFFERTA PER ACQUISTO GRAND THEFT AUTO
• NASCE ASSOCIAZIONE RADIO DIGITALI
• FREEVERSE SOFTWARE PORTA I GIOCHI SULL’IPHONE
• GERMANIA: LA PAY TV DI NEWS CORP
• UGLY BETTY CON GLI OCCHI A MANDORLA
• AMERICANI NON LEGGONO I BLOG POLITICI
• UE: 99 MILIONI DI EURO AL PROGETTO QUAERO

 

NO A SPIONI ONLINE
Il Garante della privacy vieta alle società private di monitorare gli internauti che scambiano file. Le case discografiche non possono fare i poliziotti del web

Non si possono spiare gli utenti che scambiano file musicali e giochi. Lo ha stabilito l’Autorità per la privacy che afferma che “le società private non possono svolgere attività di monitoraggio sistematico per individuare gli utenti che si scambiano file musicali o giochi su internet”. La decisione arriva con la chiusura dell’istruttoria avviata sul “caso Peppermint”, la società discografica che aveva svolto un sistematico monitoraggio delle reti peer to peer (P2P). Il monitoraggio era avvenuto attraverso una società informatica svizzera (Logistep, utilizzata anche dalla società Techland con riferimento a software relativi a giochi). L’uso di software specifici ha consentito di individuare numerosissimi indirizzi IP relativi a utenti ritenuti responsabili dello scambio illegale di file. In seguito erano risaliti ai nomi degli utenti, anche italiani, per potere ottenere un risarcimento del danno. Per il Garante questa attività è “illecita” e le società che hanno effettuato il monitoraggio dovranno ora cancellare, entro il 31 marzo, i dati personali degli utenti. Per Enzo Mazza, presidente della Fimi - Federazione Industria Musicale Italiana “la decisione del garante porterà i titolari dei diritti ad aumentare il contenzioso penale con centinaia di denunce alle forze di polizia e alla magistratura”. Altroconsumo, che aveva presentato due maxireclami al Garante, sta valutando la possibilità di agire contro le tre società a tutela dei diritti e interessi dei consumatori e chiederà di risarcire “i danni ingiustamente arrecati a questi ultimi”.

TV MOBILE GUARDA A EST
Mentre in Europa la domanda stenta a decollare definitivamente, l’Asia Pacifico si conferma terreno fertile per la tv mobile.

Uno studio di Frost & Sullivan ha reso noto che il mercato della tv mobile nei 12 paesi della regione Asia Pacifico, Giappone escluso, ha ottenuto entrate superiori a 440 milioni di dollari nel 2007 e dovrebbe toccare quota 1,88 miliardi per la fine del 2013. Il contributo maggiore è arrivato dalla Corea del Sud, che ha ottenuto l’87% delle entrate della regione e si è aggiudicata il titolo di mercato più attivo dell’Asia Pacifico, alle spalle del Giappone. L’istituto di ricerca ha citato i mercati di Singapore, Cina, Hong Kong, Taiwan, Australia e Nuova Zelanda nell’individuare terreni potenzialmente attivi per lo sviluppo della tecnologia. Gli standard utilizzati dai due mercati più maturi sono il Dmb (Digital Multimedia Broadcasting), in Corea del Sud, e il Isdbt (Integrated Services Digital Broadcasting-Terrestrial), lanciato nel 2006 in Giappone.