Anno XIII • numero 436 del 22 febbraio 2008   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• PALMARI DANNO ASSUEFAZIONE
• GREENPEACE PENSA AI RIFIUTI ELETTRONICI
• ACADEMY AWARDS OLTRE 650 MILIONI
• POLEMICA PER NOMINE A FRANCE MONDE
• WIMAX: SI RITIRANO MEDIASET E FASTWEB
• ALJAZEERA TRASMETTE LA CHAMPIONS LEAGUE
• RAISAT: CINEMA, FICTION E INFORMAZIONE
• FACEBOOK REGISTRA CALO UTENTI
• DOMINI INTERNET .ASIA PRONTI AL DEBUTTO

 

 

ITALIA SPENDE POCO
Gli investimenti in It crescono del 2%, ma la strada da percorrere è ancora lunga.
Per Assinform bisogna creare “un’azione di sistema strutturata”

Nel 2007 in Italia la spesa per il settore Information Technology è cresciuta del 2% contro 1,6% del 2006, superiore alla crescita del Pil relativa all’anno scorso, attestata intorno all’1,7%. E’ quanto stimato da Assinform. “E’ un segnale, questo, molto incoraggiante per la nostra economia, sostenuto da un nuovo protagonismo delle imprese, in particolare delle medie imprese cresciute dell’1,9% contro l’1,7% delle grandi e lo 0,6% delle piccole” afferma Ennio Lucarelli, presidente di Assinform, Associazione Italiana dell’Information Technology. Esistono molti casi di soluzioni e applicazioni Ict Made in Italy, “ma non possiamo nascondere di essere agli inizi: la dimensione del processo d’innovazione del sistema produttivo italiano è ancora modesta, coinvolge un numero d’imprese troppo ristretto e si presenta troppo frammentata sul territorio”. L’Italia resta indietro rispetto ad altri paesi e c’è ancora molto da fare, ma “allineandoci al ritmo di crescita del commercio mondiale online, potremo raggiungere quote di mercato per i prodotti del made in Italy per oltre 20 miliardi di euro negli anni 2009/10“. Per superare il ritardo e produrre cambiamenti significativi dell’economia italiana, afferma Lucarelli, “dobbiamo trasformare l’attuale iniziativa spontanea delle imprese, in un’azione di sistema strutturata e capace di accelerare i ritmi d’implementazione dell’innovazione e ampliare la platea delle aziende coinvolte. Solo così l’innovazione potrà diventare una grande occasione di crescita per il Paese”.

ONU PER I PIU’ POVERI
Pochi centesimi per sconfiggere la povertà:
basta una piccola tassa su giochi e e-commerce.

Tassare giochi e commercio elettronico per dare una mano ai poveri del mondo. E’ la nuova idea dell’Onu suggerita al quotidiano “La Croix” da Philippe Douste-Blazy, consigliere del segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon, che si occupa del finanziamento allo sviluppo. “Al momento mancano 50 miliardi di dollari per anno per raggiungere gli obiettivi” di riduzione della povertà nel mondo fissati dall’Onu nel 2000 e che dovrebbero essere raggiunti nel 2015. I contributi finanziari dei paesi più sviluppati non bastano. “Pensiamo a una tassa dei giochi su internet e sull’e-commerce” spiega. Il contributo sarebbe di uno o due euro e volontario. A livello individuale dice Douste-Blazy sarebbe “un micro-contributo che sarebbe indolore, però a livello globale” potrebbe portare a una raccolta enorme di fondi che permetterebbero di raggiungere gli obiettivi del millennio.