Anno XIII • numero 434 del 8 febbraio 2008   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• RICERCA: IL TELESPETTATORE È ERRANTE
• RCS CRESCE DEL 16% NEL 2007
• ERICSSON, CROLLANO GLI UTILI E TAGLIA I POSTI
• ARM LANCIA PROTOTIPO DEL G-PHONE
• CRESCE LA TV MOBILE DIGITALE
• RAI: APPROVATO PIANO FICTION E OK CON SANTORO
• DA ORANGE UNA TV SATELLITARE EUROPEA
• RUSSI, POPOLO DI INTERNAUTI
• STATO AUSTRALIANO PORTA IL TRIBUNALE ONLINE

SERVIZI

• Il pericolo corre
in internet

La sicurezza informatica è
ancora sottovalutata, gli utenti sono fiduciosi, mentre cambia la mappa del cyber-crimine

ROBA DA RICCHI
Un ricco contro sei poveri, questo il rapporto di possibilità di accesso alla rete.
Il cosiddetto digital divide si va restringendo grazie ai cellulari. Ma non per tutti.

Si va colmando il divario tra paesi ricchi e poveri per l’accesso alla rete e ai contenuti digitali. Ma la distanza è ancora grande. A misurarla è un rapporto dell’Unctad, la Conferenza delle Nazioni unite sul commercio e lo sviluppo. La buona notizia è che gli abbonati ai servizi di telefonia cellulare nei paesi poveri sono triplicati negli ultimi tre anni. Una percentuale più alta di quella dei paesi sviluppati. La telefonia mobile è il sistema più semplice di accesso alla rete, più economico e capillare, utilizzato anche dalle piccole imprese. La notizia meno bella è che l’analisi sulla disponibilità di accesso alla rete tra paesi poveri e ricchi viene valutata ancora in un rapporto di 1 a 6. Nel documento si sostiene che vi è una relazione diretta tra l’evoluzione della tecnologia e degli accessi e lo sviluppo. In Africa, dove l’aumento in termine di numero di abbonati alla telefonia mobile e di penetrazione è stato il maggiore, questa tecnologia può migliorare la vita economica dell’intera popolazione. La telefonia mobile fornisce informazioni di mercato - e ne migliora il reddito - a varie comunità, come i pescatori di Kerala, gli agricoltori del Rajasthan, le comunità rurali in Uganda, i piccoli venditori in Sud Africa, Senegal e Kenya. Il rapporto in sostanza registra questa evoluzione costruendo un collegamento diretto con il miglioramento delle condizioni economiche di alcune comunità e territori. Nel contempo rileva però che il ritardo nella costruzione di infrastrutture in alcune aree accresce la distanza tra una parte del mondo che ha gambe per correre e l’altra che ha difficoltà anche a stare seduta. La soluzione, secondo l’Unctad, è un investimento maggiore in capitale umano e infrastrutture, e anche in una migliore regolamentazione delle normative sul cyberspazio.

LE OLIMPIADI CAMBIANO LA TV
Dagli Usa all’Asia, il mondo intero si sta convertendo al
segnale digitale, con un tasso di crescita annuale del 32%

Il mercato mondiale della televisione digitale terrestre (Dtt) è destinato a crescere dai 65 milioni di dispositivi del 2007 a più di 350 milioni di dispositivi nel 2013, per un tasso di crescita annuale pari al 32%. La valutazione è stata fatta dall’istituto di ricerca Abi Research, che ha specificato che nel 2007 è stato circa l’85% dei dispositivi a supportare il segnale digitale o a contenere un set-top box digitale. Nei paesi in cui la soluzione in questione si è insediata inizialmente, Giappone (Isdb) e Corea (T-Dmb), la penetrazione del Dtt è, rispettivamente, pari al 23% e al 34%. L’evento mediatico che causerà la definitiva consacrazione del digitale terrestre in Asia saranno le Olimpiadi di Pechino del 2008. Non avranno bisogno di inni e medaglie gli Stati Uniti per convincersi, in quanto la penetrazione del Dtt è già vicina al 100%.