Anno XI • numero 388 del 15 dicembre 2006   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• LA UE LIBERA FREQUENZE RFID
• KKR E PERMIRA SI AGGIUDICANO PROSIEBENSAT.1
• IL SOLE 24 ORE PRONTO PER LA BORSA
• ACCORDO FRA VODAFONE E SKY PER LA TV MOBILE
• LA GRECIA DICE NO AI CELLULARI NELLE SCUOLE
• A MORRICONE L'OSCAR ALLA CARRIERA
• CASO MEOCCI, INDAGATI 5 CONSIGLIERI
• PUBBLICITÀ ONLINE IN ITALIA A +46%
• ICANN APPROVA IL NUOVO DOMINIO .ASIA

SERVIZI


• Arriva
webBabbo Natale
Il commercio elettronico comincia a essere diffuso anche in Italia, ma molti utenti non fanno ancora attenzione alla sicurezza

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100 MLD SUI MEDIA
Nel nostro paese l’industria della comunicazione ha sfiorato i 100 miliardi lo scorso anno. A trainare il settore sono i contenuti e l’Ict, con in testa la telefonia mobile

Nel 2005 l’industria della comunicazione in Italia ha fatturato 97 miliardi di euro, +3% rispetto al 2004. I mezzi a contenuto editoriale hanno registrato un un tasso di crescita maggiore, +5,8% sul 2004. Dei 97 miliardi, circa 62 sono raccolti dall’informatica e dalle telecomunicazioni fisse e mobili (+2,3% rispetto all’anno scorso). E’ quanto emerge dal Nono rapporto sull’industria della comunicazione in Italia realizzato dall’Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli. I dati evidenziano che la crescita dell’Ict è stata spinta soprattutto dalle tlc mobili (+3,6). Il segmento dei servizi a valore aggiunto su telefonia mobile si conferma il mercato in maggiore crescita (950 milioni, +50% sul 2004). Gli andamenti dei vari media sono diversi: stampa periodica (+4%), tv (+7,3%) e videogiochi (+16%) hanno visto un rialzo, il mercato musicale e il cinema (-8,5%) hanno registrato una flessione. Il rapporto Iem analizza inoltre l’evoluzione dell’industria della comunicazione italiana nell’arco degli ultimi 20 anni, a partire dal 1986. Dai dati emerge che questo settore cresce a un ritmo superiore al Pil nonostante le difficoltà registrate nel biennio 1992-’94 e nel 2001. La ripresa, iniziata cinque anni fa, è stata trainata principalmente dai contenuti: il macromercato dei contenuti (tv, quotidiani e periodici, radio, home-video, cinema, musica, libri) valeva 7,6 miliardi nel 1986, oggi supera i 21 miliardi. La quota della pubblicità, che vent’anni fa rappresentava il 79% delle entrate televisive, oggi è scesa al 62%.

AUDITEL, CDA A 24 MEMBRI
Dopo l’incontro tra la società che rileva gli ascolti tv e Sky, Auditel ha deciso di allargare la governace societaria

L’incontro tra Auditel e Sky davanti al ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha avuto un primo effetto positivo: il Cda della società che si occupa della rilevazione degli ascolti televisivi passerà dagli attuali 18 a 24 membri. Ed entro fine anno sarà pronto il nuovo statuto societario di Auditel. Attualmente i 18 membri del Cda sono così suddivisi: sei alla Rai, quattro a Rti-Mediaset, tre all’Upa, due ad Assocomunicazione, uno alla Frt, uno a La7 e uno al presidente Giulio Malgara. L’aumento dei consiglieri permetterà l’ingresso nel Cda di Unicom (con una poltrona), due o tre saranno per l’Agcom e gli altri saranno per i nuovi soggetti interessati a entrare nella società, come Sky. Quest’ultima però resta ancora ferma sui suoi pensieri: finché non cambierà lo statuto e Rai e Mediaset non scenderanno sotto il 50%, non entrerà nel Cda.