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Gli italiani sono teledipendenti e, tra gli altri media, spopola l’uso del cellulare. E’ quanto emerge dal sesto rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione in Italia intitolato “Le diete mediatiche degli italiani nello scenario europeo” (vedi nota informativa). Il rapporto è stato realizzato in collaborazione con sei partner - H3G, Mediaset, Mondadori, Ordine dei Giornalisti, Rai e Telecom Italia - e a partire da quest’anno la rilevazione è stata estesa anche a Spagna, Francia, Germania e Gran Bretagna. Per il nostro paese è stata poi effettuata un’analisi più approfondita sul grado di soddisfazione dei media a seconda del diverso utilizzo.
Nei cinque paesi europei la televisione tradizionale resta il mezzo più seguito (vedi grafico), con punte del 94,9% in Gran Bretagna, del 94,5% in Spagna e del 93,9% in Italia. Scendono sotto il 90% Francia e Germania, rispettivamente all’82,7% e 64,9%. La diffusione della tv satellitare resta abbondantemente sotto il 20% in quattro dei cinque paesi analizzati. L’eccezione è la Gran Bretagna con il 29%. Gli inglesi sono in testa alla classifica anche per l’uso della tv digitale terrestre (24,7%). Distanti gli altri paesi: la più vicina è la Spagna con il 13,6%. Segue l’Italia con il 6,6%, la Francia con il 4,8% e la Germania con il 3,1%. La platea degli ascoltatori della radio è intorno all’80% in Francia (80%), Gran Bretagna (80,1%) e Germania (83,6%), mentre è al 73,5% in Spagna. Fanalino di coda siamo noi italiani con il 63,5%. Il Belpaese però spicca per la diffusione dei cellulari, il cui dato si avvicina più di tutti a quello della tv tradizionale ed è al 78,9%. Internet è una realtà affermata ormai in tutti i paesi con una quota che si aggira attorno al 40% e supera nettamente il 50% in quelli del nord Europa: 61,4% in Gran Bretagna e 54,1% in Germania. Nell’uso complessivo dei prodotti editoriali, gli europei mostrano di preferire i quotidiani ai periodici (settimanali e mensili) e i libri restano comunque molto apprezzati. In particolare, in Germania l’uso dei quotidiani arriva all’81,8% mentre gli inglesi si distinguono per la lettura dei libri (75%). Per quanto riguarda la situazione dei singoli paesi, in Spagna e Gran Bretagna il consumo di media diversi è alto. Nel paese latino fino al quinto mezzo (tv, cellulare, radio, quotidiani e libri) si è ancora al 68,1% di consumo e solo dopo il sesto (internet al 44,2%) si scende a livelli bassi (i settimanali al 23,9%). Meglio ancora fanno gli inglesi, dove internet, sesto mezzo in classifica, arriva al 61,4%. Della Francia colpisce il basso livello della televisione (in generale il consumo di tv non supera l’86,5%), dei quotidiani (61,9%), dei libri (62%) e del telefonino (61,1%). In Germania, invece, è basso il consumo della tv tradizionale al 64,9% ma è elevato il consumo complessivo di media, tra cui spicca l’81,8% di lettori di quotidiani. Per quanto riguarda l’Italia, il nostro paese mostra una dipendenza verso la tv tradizionale, utilizzata dal 72,1%. In Spagna gli utenti della televisione tradizionale sono il 64,8%, in Francia il 65%, in Germania il 49,6% e in Gran Bretagna solo il 30,7%. Questo dato mostra che negli altri paesi europei i media a diffusione di massa sono quattro o cinque. In Gran Bretagna, per esempio, il pubblico della tv tradizionale è superiore a quello italiano (94,9% contro 93,9%), però la radio è all’80,1% (in Italia è al 63,5%), i quotidiani al 77,9% (da noi al 59,1%), i libri al 75% (contro il 55,3%) e internet al 61,4% (contro il 37,6%).
Il Rapporto Censis/Ucsi focalizza l’attenzione sulla dieta mediatica degli europei suddividendo i consumatori in Marginali (utenti di un solo mezzo, ovvero della tv), Poveri di media (utenti di due o tre mezzi), Consumatori medi (utenti di quattro o cinque media), Onnivori e Pionieri (oltre i sei media). Dai dsoddisfatti dei mediaati emerge che la dieta più povera è proprio quella italiana: in nessun altro paese europeo troviamo un numero di Marginali paragonabile a quello italiano. Il 10,6% dell’Italia è molto lontano dal 2% britannico, ma anche dal 6,7% francese, che è il dato più vicino al nostro. La Spagna è al 6,1% mentre la Germania al 4%. Sommando i Marginali con i Poveri di media, la Gran Bretagna è al 25,1% contro il 32,3% della Germania. I Consumatori medi britannici sono il 46,4% della popolazione, mentre Onnivori e Pionieri raggiungono il 28,5%. In Germania i Consumatori medi sono il 51,6% del totale: si tratta di persone che vedono la tv e ascoltano la radio, leggono libri e giornali, a cui si aggiunge anche una parte di utenti di internet. Se a questo dato si aggiunge quello di Onnivori e Pionieri, attestati a un complessivo 16,2%, emerge che oltre due terzi della popolazione tedesca è dotata di una ricca dieta mediatica. Nel mondo latino il numero di Marginali e Poveri di media è superiore al nord Europa. In Spagna (38,7%) è però più basso rispetto a Francia e Italia (rispettivamente 47,1% e 47%), così come i Consumatori medi spagnoli (42,5%) sono da soli di più della somma delle prime due classi. I consumatori più dinamici (Onnivori e Pionieri) in Spagna raggiungono il 18,8%, mentre sono al 13,5% in Italia e solo l’11,7% in Francia.
Ma quanto i consumatori italiani sono che usano? Quando ha bisogno di avere delle informazioni, il 90% degli italiani si rivolge alla televisione tradizionale, ma solo il 42,2% dichiara di esserne soddisfatto. Il mezzo che soddisfa maggiormente i consumatori italiani è internet con un gradimento del 75,5%, nonostante sia utilizzato come mezzo d’informazione dal 29% della popolazione. Per grado di soddisfazione, dopo internet troviamo i libri con il 64,4% (28,2% di uso). Quotidiani e radio si collocano su posizioni vicine per l’uso (55,9% e 46,7%) e sostanzialmente analoghe per la soddisfazione (54,4% e 53%), mentre la tv satellitare è usata poco per informarsi (8,9%) ma è apprezzata molto più della tv tradizionale (53,4%). Anche il bisogno di approfondimento è soddisfatto prima di tutto attraverso la televisione (73%), ma i libri salgono al 35,8% e internet al 31,9%. La soddisfazione maggiore dal punto di vista degli approfondimenti è assicurata da libri e internet, che raggiungono rispettivamente il 72,1% e il 75,9% del gradimento. Positivo anche il dato dei mensili che soddisfano per approfondimento il 51,3% di coloro che li leggono. Quando si passa a considerare il bisogno di ricevere informazioni utili, la televisione risulta ancora il mezzo più usato, ma la sua percentuale d’impiego scende al 64,1%. Internet sale fino al 35,8% e ha la percentuale più alta per l’apprezzamento (78,1%). Guadagna posizioni il teletext (29,9% con il 53,7% di gradimento) che supera i quotidiani (27,3% d’uso). Con la funzione di intrattenimento la tv torna ad alti livelli di utilizzo (82,9%) ma raggiunge solo il 46% di apprezzamento. Seguono la radio (45,9% e 63,3% di soddisfazione) e i libri (34,3% con un significativo 75,8% di gradimento). Nella classifica dell’intrattenimento appare anche il lettore Mp3, utilizzato dal 4,8% degli intervistati con una percentuale di soddisfazione del 75,6%.
• Paola Giudiceandrea
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