| IN QUESTO NUMERO |
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• SMAU APPREZZATO MA NON AFFOLLATO
• LE BANCHE DICONO SI’ ALLA TECNOLOGIA
• CELLULARI, E’ FINITO IL BOOM MONDIALE
• NOKIA PENSA A WIBREE, NUOVO STANDARD WIRELESS
• SKYPE SUI TELEFONINI? FORSE E’ TROPPO PRESTO
• AGLI INGLESI LA TELEVISIONE PIACE DIGITALE
• PIRATERIA CINEMATOGRAFICA INDEBOLISCE IL MERCATO
• LO SHOPPING DI NATALE E’ ONLINE
• UE FAVOREVOLE A INDIPENDENZA ICANN
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• La tv sarà
sempre più pay
• E’ lunga la
strada dello
sviluppo
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TELECOM, CHI SAPEVA?
Prodi ieri al Senato ha ribadito di non aver saputo nulla dei progetti Telecom. Per il
presidente, dunque, Tronchetti Provera mente. i sindacati chiedono lumi dul futuro di Tim
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Il premier sapeva o no del riassetto di Telecom? Si, ne era a conoscenza, secondo l’ex presidente di Telecom Marco Tronchetti Provera. Non ne ha mai saputo nulla, secondo il diretto interessato. Romano Prodi ha infatti ribadito al Senato quanto già detto la scorsa settimana alla Camera: non è “mai stato messo a conoscenza di alcun piano su Telecom Italia”. Tronchetti Provera, invece, dalle pagine del “Financial Times” sostiene il contrario, cioè di avere informato Prodi che “aveva bisogno di flessibilità sugli asset, che c’era la possibilità di vendere parte della rete fissa, parte di Tim, parte di qualcosa”. E si dice “stupito” delle rivelazioni sui colloqui con Prodi fatte dal comunicato di Palazzo Chigi: “Non ho mai visto niente del genere in vita mia... Non penso che una società come Telecom Italia possa portare avanti il proprio business senza un atteggiamento almeno neutrale da parte del governo”. Mentre la polemica tra i due va avanti, il neo presidente di Telecom Guido Rossi sostiene di non voler vendere Tim. Ma le rassicurazioni di Rossi non bastano: il sindacato dei lavoratori ha indetto uno sciopero il 3 ottobre e ha ribadito il no alla cessione di Tim. Il sindacato ha poi chiesto al governo di occuparsi dell’indirizzo dell’azienda “anche senza rimettere la società in mano pubblica”. Preoccupati del futuro anche i giornalisti di La7, La7 Sport e dell’agenzia Apcom che hanno chiesto un incontro immediato con il neo presidente.
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LA UE INVESTE IN RICERCA
Gli investimenti in ricerca e sviluppo nella Ue crescono
del 5,3%. Le aziende europee fra i colossi mondiali.
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Da uno studio della Commissione europea emerge che nel 2005 le prime mille aziende europee hanno aumentato gli investimenti in ricerca e sviluppo in media del 5,3%. Nei paesi extra europei gli investimenti in ricerca e sviluppo sono cresciuti del 7,7%, un punto percentuale in più dell’anno precedente, il che conferma una tendenza globale. Rispetto al resto del mondo l’Europa vanta 18 fra i migliori 50 investitori del globo e 5 fra le 10 compagnie mondiali che hanno visto una crescita del settore in analisi più rapida. Gli altri paesi presenti fra i 50 più meritevoli sono: Stati Uniti con 18 compagnie, Giappone con 10, Svizzera e Corea del Sud con due presenze. I settori maggiormente coinvolti sono quello automobilistico, 13 compagnie fra le 50 migliori, quello farmaceutico, 11 aziende, e quello dell’hardware It, 9 compagnie.
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