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L’ 8 SETTEMBRE
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STAMPA BLINDATA
Il consiglio dei ministri vara oggi il disegno di legge che blinda le intercettazioni e
inasprisce le sanzioni per i giornalisti che le pubblicano. Niente pene per gli editori
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Giro di vite sulla pubblicazione delle intercettazioni. La bozza del disegno di legge, voluta dal guardasigilli Clemente Mastella e in votazione nel corso del consiglio dei ministri di oggi (venerdì 28 luglio), blinda le intercettazioni e inasprisce le pene per i giornalisti che pubblicano documenti coperti dal segreto d’indagine. Il disegno di legge cambia l’articolo 114 del codice di procedura penale impedendo la divulgazione “anche parziale, per riassunto oppure nel contenuto” delle intercettazioni “fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza preliminare”. Il divieto interessa anche gli atti presenti nel fascicolo del pubblico ministero. Le intercettazioni dovranno essere custodite in un archivio ad accesso riservato. Per il cronista che pubblichi le intercettazioni e il direttore della testata o il vicedirettore che non ne abbiano impedito la divulgazione è prevista un’ammenda che va da un minimo di 5 mila a un massimo di 30 mila euro. Nel caso il divieto di pubblicazione sia violato da una grossa testata o da un importante tg, la sanzione può arrivare a 90 mila euro. Sarà il garante della privacy a decidere l’importo della sanzione e, nel caso di condanna, la testata colpevole dovrà comprare inserzioni su altri organi di stampa e dare la notizia. Non è invece prevista alcuna sanzione, neanche indiretta, per gli editori delle testate. Questi saranno coinvolti solo se il giornalista viene condannato dal garante della privacy e si darà il via a un processo, penale o civile, davanti al giudice.
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KAZAA DIVENTA LEGALE
Il servizio peer-to-peer cede alle richieste della discografia
e paga 100 milioni di dollari. E i Metallica vanno su iTunes
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Kazaa, il popolare servizio di file sharing, ha trovato un accordo con l’industria discografica e ha promesso che diventerà legale. In particolare, l’australiana Sharman Networks, la società che controlla Kazaa, pagherà alle case discografiche circa 100 milioni di dollari di danni. Secondo il chairman dell’International Federation of the Phonographic Industries John Kennedy, il settore “ha vinto un’altra battaglia di una guerra continua”. Kazaa utilizzerà “qualsiasi mezzo ragionevole” per scoraggiare la pirateria online. Kazaa ha chiuso anche un’altra causa con gli studios di Hollywood, ma non ha rivelato la cifra pagata. Nel frattempo i Metallica, che per anni hanno osteggiato la musica online, hanno deciso di rendere disponibili i loro brani singolarmente su iTunes. Per il momento l’offerta è valida solo negli Usa e in Canada.
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