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UE CONTRO I MONOPOLI
La Commissione Ue agisce contro Microsoft e vara il regolamento contro i costi
elevati del roaming . La Corte di giustizia boccia la fusione fra Bmg e Sony Music
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La Commissione europea dà filo da torcere ai grandi gruppi industriali. L’esecutivo della Ue a venticinque ha preso due decisioni importanti che vanno a intaccare gli interessi di Microsoft e degli operatori di telefonia mobile. Alla società fondata da Bill Gates è stata applicata una sanzione salata pari a 280,5 milioni di euro (vedi pag. 3). La multa è stata decisa perché Microsoft non ha mai messo in opera le misure che la Ue aveva già imposto nel 2004. Se il colosso di Redmond non si adeguerà entro il 31 luglio la multa potrebbe arrivare a 3 milioni al giorno. Piacerà ai consumatori il regolamento della Commissione sulla riduzione delle tariffe di roaming (vedi pag. 6). La proposta mira a ridurre il costo dell’uso dei telefoni cellulari per chi viaggia nei Paesi della Ue fino al 70%. Secondo il ministro per le Politiche Europee, Emma Bonino, la proposta di ridurre le tariffe di roaming è “un passo ulteriore verso un’Europa dei cittadini consumatori”. Il ministro si augura che Parlamento e Consiglio appoggino l’iniziativa affinché il regolamento possa entrare in vigore nell’estate del 2007. La scure europea si abbatte anche sul mondo della discografia. La Corte di giustizia Ue (vedi pag. 3) ha bocciato la fusione avvenuta nel 2004 tra Sony e Bertelsmann music group (Bmg). Il risultato è uno degli attori principali del settore, ma questo non è piaciuto alle società discografiche indipendenti che si erano rivolte alla giustizia europea. Ora la Commissione Ue dovrà pronunciarsi nuovamente sul caso e dimostrare che non esiste il rischio di posizione dominante.
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DISCORDIE DIGITALI
Corsera e Auditel litigano sui dati degli utenti del digitale terrestre, la Rai si dimentica che lo switch off è nel 2008...
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Fra Corriere della Sera e Auditel è guerra di cifre sugli utenti della tv digitale terrestre. Il quotidiano ha pubblicato “materiale riservato” sui dati delle rilevazioni sperimentali di Auditel secondo cui gli utenti medi dei programmi generalisti del digitale terrestre sono “non più di 50 mila” (escluse le carte premium di Mediaset e La7). Auditel smentisce: “Oltre 8 milioni e 600 mila individui sono in grado di vedere la tv digitale terrestre” e “già oggi il 13,3%” del suo campione “è costituito da famiglie che utilizzano il decoder”. In attesa dei dati ufficiali, che la stessa Auditel non sa dire quando saranno diffusi, non resta che sorridere alla gaffe della Rai: ad alcuni abbonati è arrivata una lettera che citava Sardegna e Valle D’Aosta come le regioni interessate “dall’imminente passaggio” al digitale. Peccato che lo switch off sia slittato al 2008.
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