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NUOVA MULTA EUROPEA A MICROSOFT: 280,5 MILIONI PER CONDOTTA ANTICONCORRENZIALE
Nuova multa per Microsoft. La Commissione europea ha imposto al colosso Usa il pagamento di una sanzione di 280,5 milioni di euro per non aver messo in atto le misure imposte nel 2004, quando Microsoft era stata accusata di abuso di posizione dominante. Due anni fa la multa fu di 496 milioni e adesso la Ue ha deciso di intervenire nuovamente a causa del mancato rispetto delle richieste del 2004: in questi anni Microsoft non ha assicurato alla concorrenza le necessarie informazioni sui suoi software. La nuova multa riguarda il periodo compreso tra il 1 novembre 2005 e il 20 giugno 2006 ed è la somma di un’ammenda da 1,5 milioni al giorno. La Ue si è riservata il diritto di alzare la sanzione giornaliera fino a 3 milioni se Microsoft non si adeguerà alle decisioni entro il 31 luglio. Il colosso di Bill Gates annuncia che ricorrerà alle Corti europee perchè sostiene di aver “già soddisfatto quasi tutti” i requisiti che ha ricevuto dall’Antitrust Ue ad aprile “in soli tre mesi”.
VODAFONE DENUNCIA TELECOM PER DANNI
Vodafone Italia denuncia Telecom chiedendo danni per 525 milioni. Vodafone chiede un risarcimento per “abuso di posizione dominante”. L’abuso ci sarebbe stato per “l’illecito sfruttamento delle informazioni privilegiate detenute in qualità di gestore di telefonia fissa per schedare i clienti e proporre offerte mirate” e per l’impiego “di informazioni strategiche riguardanti le attività di telefonia fissa per competere nel mercato del mobile”.
SANDISK E TOSHIBA INVESTONO IN IMPIANTO PRODUTTORE DI CHIP
SanDisk e Toshiba hanno deciso di investire 3 miliardi di dollari in uno stabilimento che produrrà chip di memoria per lettori di musica digitale e altri supporti. La nuova joint venture, che si chiamerà Flash Alliance, sarà posseduta da SanDisk per il 49,9% e da Toshiba per la restante percentuale. L’investimento di 3 miliardi sarà spalmato da oggi fino al 2008.
CORTE GIUSTIZIA UE BLOCCA FUSIONE SONY-BMG, RISCHIO POSIZIONE DOMINANTE
La Corte di giustizia Ue ha bocciato la fusione tra Sony e Bertelsmann music group (Bmg) avvenuta nel 2004 con l’obbiettivo di creare una delle maggiori joint venture mondiali nel settore discografico. La decisione della Corte annulla l’approvazione della Commissione Ue che ora dovrà nuovamente pronunciarsi sull’unione dimostrando che non esiste il rischio di posizione dominante del nuovo gruppo.
CAIRO RINUNCIA ALLE DIRECTORIES
Cairo Communication ha deciso di uscire dal settore delle directories per l’elevata complessità e competitività del settore. L’assemblea straordinaria di Cairo Directory, partecipata da Cairo Communication al 60%, ha deliberato la messa in liquidazione della società e ha modificato la propria denominazione in “Diellesei società per azioni in liquidazione”.
FCC USA VENDE LICENZE WIRELESS
La Federal Communications Commission (Fcc) Usa il 9 agosto inizierà l’asta per centinaia di licenze per servizi wireless avanzati. La vendita dovrebbe fruttare da 8 a 15 miliardi di dollari. Le maggiori società che operano nel settore dei media si stanno accordando tra loro per offrire ai consumatori un pacchetto di servizi voce, wireless, internet ad alta velocità e video.
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PIU’ MACCHINE
PER FARE CHIP
Per la Seaj (Semiconductor Equipment Association of Japan) a maggio le vendite mondiali di apparecchiature per la produzione di chip sono salite del 20,2% a 2,4 miliardi di dollari. E’ la più alta percentuale di crescita degli ultimi 17 mesi. Nei prossimi mesi la domanda dovrebbe rimanere solida. I risultati positivi sono dovuti alla domanda di cellulari, personal computer e televisioni con schermo piatto.
FUSIONE CANALSAT-TPS RISPONDE A LOGICA COMMERCIALE
Per il presidente del Consiglio della Concorrenza francese Bruno Lasserre la fusione tra i bouquet satellitari CanalSat e Tps risponde a “una precisa logica commerciale” che mira a “soddisfare i telespettatori”. Il Consiglio, che si esprimerà a breve sulla fusione, per Lasserre deve puntare a garantire la concorrenza limitando il potere del nuovo gruppo e fare sì che il consumatore ne tragga un reale beneficio.
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