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• A BSKYB E SETANTA I DIRITTI PER PREMIER LEAGUE
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TV SENZA MAGIA
Vanna Marchi e la figlia sono state condannate a 10 anni per truffa nelle televendite.
Per il Codacons sono circa 10 milioni le persone che ogni anno si rivolgono ai maghi
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Circa 10 milioni di persone ogni anno si rivolgono a maghi, cartomanti e astrologi, con un giro d’affari annuo che il Codacons stima essere di 5 miliardi di euro. Di questi abili imbonitori televisivi fanno parte anche Vanna Marchi, per molti anni considerata la regina delle televendite, e la figlia Stefania Nobile: entrambe sono state condannate in primo grado a dieci anni di reclusione con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla truffa. Condannato anche Francesco Campana, ex convivente della Marchi, a quattro anni. Per loro le magie che hanno venduto per anni in tv non hanno fatto effetto. I tre dovranno anche risarcire i malcapitati per un totale di 2,2 milioni di euro e sono stati interdetti per cinque anni da qualsiasi forma di televendita. I casi arrivati a giudizio sono però solo una goccia nell’immenso mare delle televendite: “appena” 140 le truffe accertate, contro i 300 mila contatti avuti dai tre. Il Codacons parla chiaro: solo cinque cittadini su cento dei 25 mila che ogni giorno si rivolgono a cartomanti decidono di sporgere denuncia in caso di truffa. Nonostante l’Authority sia intervenuta impedendo alle tv private di trasmettere questo genere di programmi per oltre l’80% della propria programmazione, il Codacons afferma che il fenomeno di maghi e cartomanti è in forte crescita e colpisce i soggetti più deboli, soprattutto anziani, minori e persone psicologicamente fragili. E chiede che le televendite siano bloccate in modo definitivo non mandandole più in onda, 24 ore su 24.
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MESSAGGI MOLESTI
Per la Cassazione gli sms troppo insistenti e fastidiosi
possono essere considerati una molestia e punibili penalmente
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Un sms troppo insistente e fastidioso può essere considerato una molestia a tutti gli effetti e, come tale, punibile penalmente. La Corte di Cassazione, esprimendosi sul caso di una giovane ragazza che per gelosia aveva tempestato di sms un ragazzo, ha stabilito che i messaggini sono come le telefonate e non come le lettere. Ovvero: per risalire al mittente, bisogna leggere il contenuto dell’sms. Per la Suprema Corte, proprio perché prima bisogna leggerli, i messaggini sul cellulare hanno una capacità offensiva in grado di turbare e molestare una persona. Inoltre, i messaggi troppo fastidiosi sono considerati un’incursione abusiva nella vita privata altrui e violano la privacy. Per lo stesso motivo la Corte di Cassazione ha di recente stabilito che le foto scattate con il cellulare all’insaputa del soggetto fotografato possono costituire reato.
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