HomeB&V  
VIDEO & TV





88x31


 
  SCARICA PDF
12 maggio 2006 pag. 11 numero 363

ANAC TEME TAGLI ALLA FICTION
Anac teme uno spostamento di ingenti quote del budget Rai dal cinema alla fiction. La fiction all’inizio dell’anno ha costituito il 47,6% del palinsesto di prime time di Raiuno. Il genere ha costi fra i più bassi, ma solitamente registra ascolti alti. Il Cda replica affermando di aver stanziato un piano per il settore con un incremento di 8 milioni di euro rispetto all’anno scorso che nei prossimi tre anni raggiungerà i 60 milioni, ma nega di aver ipotizzato di sottrarre risorse al cinema.

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
TELEFILM, L’OPPIO DEI TELEDIPENDENTI
Il divano di casa promette di trasformarsi nel lettino dell’analista grazie ­ai nuovi telefilm, sempre più basati sull’immedesimazione tra spettatore e personaggi che, anche quando hanno vite esasperate, non dimenticano i problemi quotidiani... Questa è la suggestiva tesi attorno alla quale è ruotata la quarta edizione del “Telefilm Festival”, recentemente tenutasi a Milano dal 5 al 7 maggio. Tesi che trova conferma anche attraverso la visione di telefilm già in onda in Italia: molti protagonisti delle serie tv ricorrono a cure psicanalitiche, a partire da Tony Soprano, capo gang inflessibile ma fragile e insicuro in famiglia. Anche nella raffigurazione dei due chirurgi estetici del serial cult “Nip/Tuck”, che affondano i loro bisturi nelle cicatrici... dell’anima ancora più che nella carne, sono percebili tracce di psicanalisi, così come nelle traversie di Carrie di “Sex and the city” (nella foto l’attrice Sarah Jessica Parker), nota per le sue difficoltà nel sostenere relazioni durature. E’ plausibile affermare, in definitiva, che i prodotti realizzati negli ultimi anni inducono lo spettatore a mettersi sempre più in discussione attraverso dei processi di identificazione, anche grazie a sceneggiature che di rassicurante hanno ben poco. Non a caso i serial hanno sempre più peso nei palinsesti italiani: dallo scorso settembre a oggi, secondo i dati forniti dagli organizzatori del Festival, hanno occupato il 17% della programmazione, nel 2004-2005 erano al 12%, nel 2000 al 10%... evviva le letture “alte” o suggestive, evviva la cura maniacale nella produzione, ma il dato relativo ai palinsesti italiani è preoccupante, anche facendo la tara sulle fiction americane trasmesse dai canali satellitari. Quelle in onda in questo momento sulle generaliste rappresentano una pattuglia fin troppo folta (ricordiamo solo il super-hit auditel “Lost” di Raidue, quasi quattro milioni di telespettatori in media, e i vari “The O.C.” e “C.S.I.” di Italia Uno). Un segnale di come la televisione rinunci alla creatività e alla sperimentazione puntando sui risultati medi, tutto sommato garantiti, dei telefilm. E a tutela di quest’ultimi possiamo dire che un sovraffollamento non contribuisce a una chiara distinzione su basi qualitative (come invece accadeva negli anni ’70, ’80 e ’90) e al processo di vera fidelizzazione con lo spettatore.


ASCOLTI DEL 8 MAGGIO ALLE ORE 21
RETE
A.M. SHARE
R1: I figli strappati (serie)
6121 24.06
R2:Lost (tlf) 3767 13.98
R3: Chi l’ha visto? (rot.) 2645 10.40
C5: 48 ore (serie) 3942 14.39
It1:Le Iene (show) 3106 13.24
R4: Per qualche dollaro in più (film) 2548 9.44
La7: Il Processo di Biscardi 1290 6.00
A.M. = Ascolto medio espresso in migliaia. Fonte: Auditel

TV GIAPPONESE PASSA AL DIGITALE
NEL 2011
Partirà il 24 luglio 2011 la rivoluzione della tv giapponese: il sistema di trasmissione passerà definitivamente dall’analogico al digitale terrestre. Per i consumatori non sarà una transizione indolore: le tv “tradizionali” richiederanno un decoder aggiuntivo per poter ricevere le trasmissioni. La spesa per i consumatori sarà di 140 euro per il decoder, più di 70 euro per aggiustare l’antenna esistente, o 280 euro per la sostituzione.

LA PUBBLICITA’
E’ MINACCIATA DAI DVR
Uno studio realizzato da JupiterResearch segnala che il 53% degli statunitensi che hanno un videoregistratore digitale (Dvr) lo utilizza per saltare le pubblicità. Questo comportamento rischia di far perdere 8 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie a un mercato che vale 74 miliardi. Gli utenti che usano i Dvr in questo modo guardano una media di 18 ore di televisione a settimana, non molte di più delle 17 viste da chi non ne fa uso.