| IN QUESTO NUMERO |
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• LA UE CONTRO LE BATTERIE INQUINANTI
• MICROSOFT, BENE I CONTI E ATTACCA UE
• SMAU NEL 2006 DIVENTA UN SALONE PROFESSIONALE
• INDAGINE SU 3 PER FOTO HARD ANCHE A MINORI
• CRESCE FIDUCIA NEI MEDIA A SCAPITO DEI GOVERNI
• VALDOSTANI QUASI PRONTI PER IL DTT
• LAMBERTO SPOSINI DIVORZIA DAL TG5 E DA MEDIASET
• IL FRIULI INVESTE SULL’INFORMATICA
• UE LANCIA NUOVO PIANO PER L’E-GOVERNMENT
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L’AIE APRE A GOOGLE
Gli editori italiani lanciano una proposta di sperimentazione a Google per il progetto Ricerca Libri. Obiettivo: indentificare in rete i contenuti protetti da diritto d’autore
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L’Associazione italiana editori (Aie) apre a Google Ricerca Libri, il progetto che che permette di leggere e di effettuare ricerche su libri posti online dagli editori aderenti all’iniziativa. E lancia una proposta di sperimentazione congiunta sull’utilizzo di standard tecnologici che permettano l’identificazione dei contenuti in rete in modo da prevenire violazioni del diritto d’autore. “C’è una differenza tra Google Ricerca Libri e il tradizionale motore di ricerca - spiega Piero Attanasio, responsabile dei progetti internazionali di Aie -. In questa nuova iniziativa sono indicizzati contenuti non disponibili online, e quindi i link che si fanno non sono direttamente ai contenuti, ma a pagine che parlano di quei contenuti. Qual è allora il criterio di selezione di queste pagine?”. Per Attanasio una collaborazione è possibile: “su questi temi l’uso di standard tecnologici come il Doi (il codice alfanumerico gestito dall’Aie che consente l’identificazione persistente di qualunque forma di proprietà intellettuale in una rete digitale) può essere d’aiuto, anche per evitare i rischi connessi alla creazione di posizioni dominanti in un mercato fondamentale della futura industria dell’informazione e della conoscenza”. Gli editori italiani condividono tuttavia le perplessità dei loro colleghi internazionali riguardanti le modalità con cui Google gestisce i diritti d’autore all’interno del progetto, soprattutto per la digitalizzazione dell’intero patrimonio librario di cinque biblioteche statunitensi e britanniche.
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ROAMING AL VAGLIO
La Ue chiede una diminuzione delle tariffe di roaming, ma le aziende vogliono più tempo. E Orange abbassa i prezzi.
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breve potrebbero scendere i costi del roaming internazionale. Il 12 maggio si concluderà il periodo di consultazione pubblica previsto dalla Commissione europea che chiede alle compagnie telefoniche di abbassare i prezzi e la proposta sarà presentata a luglio. Le aziende hanno chiesto ieri a Bruxelles più tempo per abbassare i costi volontariamente, ma secondo Martin Selmay, portavoce del commissario Ue per la Società dell’informazione Viviane Reding, il tempo è stato sufficiente e “nonostante gli appelli e l’ultima scadenza a marzo di quest’anno” le telefonate in roaming sono ancora troppo costose. L’esecutivo Ue però non dovrebbe arrivare a regolare direttamente i prezzi, che sono ancora troppo diversificati. Intanto c’è chi come Orange, filiale di telefonia mobile di France Telecom, ha già deciso di ridurre di oltre il 25% le tariffe di roaming dal primo giugno.
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