Anno XI • numero 361 del 21 aprile 2006   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• DA CINECITTA’ HOLDING NASCE UNA CINECITTA’ TV
• BILANCIO TRIMESTRALE APPLE SALE DEL 41%
• AGCOM AL LAVORO SU AUDITEL E SIC
• TRIBUNALE CAGLIARI, SI’ A EDICOLA E FREE PRESS
• FRANCE SOIR: A RISCHIO AIUTI DI STATO
• PHILIPS INVENTA TECNOLOGIA BLOCCA TV DURANTE SPOT
• MORETTI E SORRENTINO A CANNES
• OCSE: NUOVE MISURE NELLA LOTTA ANTI SPAM
• E-DEMOCRACY DECOLLA IN ITALIA

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SCALATA AL POTERE
L’immobiliarista che tentò la conquista del Corriere è finito in carcere. Il provvedimento non convince Di Vico del Corsera, mentre per Turani di Repubblica le menti sono altrove

“Ho agito con trasparenza, nessuna irregolarità” e nessun tentativo scorretto di rientrare nella partita Rcs. Stefano Ricucci, arrestato martedì scorso per aggiotaggio e rivelazione di segreti d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta che riguarda la scalata al Corriere della sera, ha risposto così al primo interrogatorio. Per i magistrati è un “soggetto socialmente pericoloso” perché stava cercando di gonfiare il prezzo delle ultime azioni Rcs in suo possesso per poi rivenderle. Nonostante la spiegazione dei magistrati, Dario Di Vico, vicedirettore del Corriere, scrive che “il provvedimento di custodia cautelare emesso nei suoi confronti dai magistrati romani non convince”: è arrivato in un momento in cui Ricucci era debole e non forte come lo era la scorsa estate, in piena scalata. Di Vico è convinto che “dell’assalto alla Rcs l’immobiliarista non fosse certo il cervello. Il network di coperture aveva nell’inquilino di palazzo Koch (Fabio Fazio, ndr) e nei banchieri a lui fedeli un punto di riferimento decisivo, ma poteva contare anche sulla benevolenza di personalità di primo piano sia della maggioranza sia dell’opposizione”. Che Ricucci sia solo l’ultima pedina della scacchiera è opinione anche di Giuseppe Turani, direttore di Affari&Finanza di Repubblica: oltre a Fazio, indicato da Gianpiero Fiorani come la mente delle tre operazioni “forse ci sono stati altri registi. Altri che hanno spinto questi balordi a tentare una rivoluzione con fissati bollati truccati e con soldi rubacchiati qui e là”. Alla magistratura il compito di scoprire chi c’è dietro.

DUE PASSI NEL WEB
Crescono in modo esponenziale gli utenti che navigano con terminali mobili. La crescita è trainata da Europa e Asia.

Sempre più persone utilizzano i terminali mobili per controllare la propria e-mail o navigare sul web. In alcuni paesi l’accesso in mobilità ha superato quello tramite computer portatile. Lo rivela una ricerca di Ipsos Insight realizzata su 6.544 adulti in dodici nazioni. La crescita è particolarmente sostenuta in alcuni paesi in Europa e Asia. Ipsos nota che la crescita è guidata dagli utenti di telefonia mobile che hanno più di 35 anni. Accedere al web da un terminale mobile sta “diventando un evento comune e quotidiano per molte persone” sottolinea l’amministratore delegato di Ipsos Brian Cruikshank. Dallo studio emerge anche che il 52% delle famiglie con un telefono cellulare ha mandato o ricevuto sms, il 37% ha mandato o spedito e-mail dal terminale mobile. In Europa occidentale l’80% delle famiglie ha un cellulare; in Corea del sud, Giappone e nelle aree metropolitane della Cina lo ha il 90%.