| IN QUESTO NUMERO |
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• LA CORTE SVEDESE TUTELA L’INTEGRITA’ DEI FILM IN TV
• MEDIASET PUO’ ACQUISTARE EUROPA TV
• MERCATO CINEMA CALA NEGLI USA
• TELEFONICA PERDE LA LICENZA UMTS SVIZZERA
• I SERVIZI HSPDA PER CELLULARI IN CRESCITA DEL 60%
• 3 MLN PER PROMUOVERE IL CINEMA EUROPEO IN ITALIA
• IPTV: NEL 2010 QUASI 17 MILIONI
• GOOGLE LANCIA AGENDA ONLINE
• DUE TERZI DEGLI ITALIANI NON CONOSCONO IL WEB
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• Ai confini della legge
Elezioni e campagna elettorale sui media all’insegna della violazione di par condicio privacy.
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ECCO CHI HA VINTO
Le elezioni hanno decretato un vincitore televisivo: si tratta della Rai, che con i suoi
speciali ha superato Mediaset. In prima serata Vespa ha battuto nettamente Mentana
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Chi ha vinto le elezioni mediatiche tra Rai e Mediaset? Dati Auditel alla mano, gli elettori hanno preferito lo squadrone messo in campo dalla Rai. In prima serata su Raiuno lo speciale “Porta a porta-Tg1” condotto da Bruno Vespa è stato visto da 6 milioni 51 mila telespettatori con uno share del 22,91%. Lo speciale, proseguito in seconda serata, ha ottenuto, fino alle 2.00, il 28,54% con 2 milioni 603 mila telespettatori. A Canale 5 non restano che le briciole: lo speciale “Vincitori e Vinti” a cura di Matrix e del Tg5, condotto da Enrico Mentana, ha ottenuto 2 milioni 842 mila telespettatori con uno share del 17,75%. Sempre in prima serata “Studio Aperto - Speciale elezioni” ha ottenuto 2 milioni 859 mila spettatori e l’11,31% di share. Nel pomeriggio la lunga maratona del “Tg2-Speciale Elezioni” è stata la più vista, fino alle 19.58, con il 21,21% di share e 3 milioni 42 mila telespettatori. Tra gli altri risultati importanti da registrare nel pomeriggio di lunedì c’è il “Tg1-Politiche 2006” che ha ottenuto fino alle 15.14 il 19,55% di share con 2 milioni 734 mila e, dalle 16.30 alle 17.28, il 20,16% con 2 milioni 349 mila. Bene anche il “Tg5 speciale elezioni politiche” delle 14.58 che ha ottenuto il 23,05% e 2 milioni 901 mila e, nell’edizione delle 16.56, il 15,19% con 1 milione 626 mila. La sfida elettorale fra i media si è giocata anche e soprattutto in campagna elettorale. Nel servizio alle pagine 15 e 16 è esposta una panoramica dei mezzi utilizzati dai due schieramenti.
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GALEOTTO FU IL TELEFONINO
Una donna è stata condannata a un mese di reclusione per
non aver mai richiamato il figlio minorenne sul telefonino
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Non richiama il figlio minorenne sul cellulare e un tribunale la condanna a un mese di reclusione. E’ costata cara la dimenticanza di una donna di 46 anni che si è vista condannata dal tribunale di Roma con la motivazione di aver violato gli obblighi di assistenza morale e materiale nei confronti del figlio minorenne. Alla sentenza del giudice si è arrivati in seguito alla querela sporta dall’ex marito della donna, padre del quindicenne. L’uomo si è rivolto alla giustizia perché, sosteneva, “lei prometteva di richiamare il ragazzo, ma non l’ha mai fatto” nonostante le ripetute telefonate del figlio. E il tribunale, in primo grado, ha dato ragione all’uomo: la donna, non richiamando il ragazzo, ha evaso l’obbligo di assistenza che ha come madre nei confronti del figlio. E la conseguente condanna a un mese di reclusione. La donna, stupita, impugnerà la sentenza.
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