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• FUSIONE ALCATEL-LUCENT, NASCE NUOVO COLOSSO
• A S. FRANCISCO SI NAVIGHERA’ GRATIS
• IL TELEFONO CONTROLLA LA SALUTE
• SANZIONE RAI PER LUCIA ANNUNZIATA
• TV PRIVATE, DECRETO SU FONDI REGIONALI
• LA MUSICA DIGITALE TRAINA IL SETTORE
• HOLLYWOOD METTE I FILM ONLINE
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Il duello tra i candidati premier visto dai media esteri
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SOLO CONTRO I MEDIA
Una controinchiesta sulla vendita dei diritti Tv, accuse alla stampa di coalizzarsi contro di lui. Il presidente del consiglio denuncia un complotto mediatico ai suoi danni
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E’ un Silvio Berlusconi scatenato quello di queste ore a ridosso della chiusura della campagna elettorale. Scatenato soprattutto contro i media, anche i suoi, e contro i giudici che indagano sull’acquisto dei diritti Tv. A dare il là all’ultimo sfogo del premier è stata la mancata trasmissione in prima serata su Canale 5. L’Agcom ha bloccato il programma perché avrebbe violato le norme, in quanto il contraddittorio obbligatorio in campagna elettorale deve avvenire con un avversario politico. Il Presidente del consiglio ha parlato di “regime” anche nella sua azienda e ha attaccato tuta la stampa affermando che si mette d’accordo per decidere i titoli di apertura contro di lui. “La stampa sta dando prova di regime schierandosi massicciamente con la sinistra e contro la Cdl” ha aggiunto Berlusconi. Particolarmente duro il giudizio sul Corriere della sera, accusato di agire di concerto con la procura di Milano contro di lui. Ritornando alla sua abortita apparizione in solitaria su Mediaset, dalla parte di Berlusconi si è schierato il presidente dell’azienda Fedele Confalonieri. L’unico a rimetterci è stato Enrico Mentana: il direttore editoriale di Mediaset non sapeva nulla della puntata speciale, e non ha potuto fare Matrix con Fini, Casini, Rutelli e Fassino per le reazioni di questi a quanto successo con Berlusconi. E siccome a tutti sembrava un clone della trasmissione Ballarò del giorno prima, ha risolto il buco in palinsesto rimandando in onda il programma di Giovanni Floris.
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LE FINESTRE NELLA MELA
Una rivoluzione per il mercato dell’informatica. Sui nuovi computer Apple gira anche il sistema operativo Windows
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Adesso si capisce perché Steve Jobs, capo di Apple, abbia scelto Intel per i nuovi processori delle sue macchine. L’annuncio di Apple è una breccia nel muro che divideva i sistemi operativi, una mossa che cambia radicalmente il futuro di Apple che da azienda di nicchia si prepara ad avere un nuovo ruolo sul mercato. Anche la borsa statunitense lo ha capito, premiando il titolo con un incremento record del 6% dopo l’annuncio. Tra poche settimane non sarà più necessario scegliere che sistema operativo usare. Ma chi non vorrà scegliere, o vorrà poter usare Mac, Windows e Linux, potrà comprare solo macchine Apple. Il software che integra i sistemi esiste già, è gratis in versione beta, e sarà inserito ad agosto nel nuovo Mac Os 10.6 Leopard. E’ una svolta, come quella dell’Ipod, con cui Jobs ha affermato un nuovo modello tecnologico.
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