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24 marzo 2006 pag. 11 numero 357

FUTURO INCERTO PER CENTRO PRODUZIONE RAI MILANO
Il centro di produzione Rai di Milano è a rischio. Alla fine del 2008 scadrà infatti il contratto di affitto. I sindacati denunciano la totale assenza di un piano editoriale, industriale, finanziario e di produzione per la sede del capoluogo lombardo. In calo le produzioni: “Domenica Sprint” e “l’Eredità” sono stati trasferiti a Roma. Dopo la risonanza data all’apertura della sede milanese, il 70% di ciò che produce è acquistato all’esterno. I sindacati chiedono un incontro con i vertici della Rai.

AUDITEL - I NUMERI DELLA TV (a cura di Giorgio Bellocci)
COMUNICATE! COMUNICATE! QUALCOSA NON RESTERA’...
“Comunicare”... che brutta parola. Già bruttissima per quanto concerne le attività legate alla pubblicità (ambito del quale essa è una naturale propaggine), diventa orrenda e insopportabile se collegata alla politica. Non sappiamo dunque se essere contenti per gli ascolti ottenuti dal primo faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Romano Prodi, quello consumatosi il 14 marzo scorso su Raiuno: audience stellare stimata su oltre 16 milioni di telespettatori (52,13% di share). Intendiamoci, a noi è piaciuto assistere a un confronto forse ingessato ma scandito da regole ben precise, senza urla e sovrapposizioni. Regole, giova ricordarlo, contestate da Berlusconi dopo che erano state sottoscritte anche dal suo staff! Ma certo l’evento ha scatenato un’orgia mediatica alimentata da comunicatori, curatori dell’immagine, pubblicitari, ecc. Nei panni estemporanei di esperti della comunicazione si possono poi calare personalità che generalmente si occupano d’altro: nella sera del faccia a faccia abbiamo visto in tv giornalisti come Pietrangelo Buttafuoco, Maria Laura Rodotà (lo snobismo di sinistra al potere), e un Paolo Liguori in versione “pasdaran” di Berlusconi che manco Emilio Fede... Questo era il gruppo ospite di Giuliano Ferrara nello speciale parellelo de La7. Ma abbiamo anche sentito pareri di intellettuali come Marcello Veneziani e Giordano Bruno Guerri. Tutti lì a elucubrare in un ideale circolo autoreferenziale e a contestare i due duellanti per avere evitato lo “sguardo in camera” (!). Immancabile Klaus Davi, vera e propria macchina da guerra della “comuniccazione” con due c, con buona pace del suo nemico Aldo Grasso. Ecco, se pensiamo a Davi come a uno dei guru dell’immagine del centro-sinistra (in area Margherita-Ds) ci facciamo prendere dallo sconforto. E questo non a causa dell’eclettismo di Davi, furbo e abile nel presenziare alle atmosfere ridanciane di “Quelli che il calcio... “ e a subire i tackle di Lamberto Sposini nel “Processo di Biscardi”, passando nel frattempo per la rassegna stampa estera del TG3. Il punto è che la politica non deve essere comunicazione, bensì concretezza; non la comunicazione su quello che si farà in un ipotetico futuro ma una precisa elencazione delle cose concrete realizzate a favore della realtà italiana nelle sue diverse sfaccettature.


ASCOLTI DEL 19 MARZO, ORE 21.00
RETE
A.M. SHARE
R1: Orgoglio (serie)
6203 22.96
R2: TG Sport (speciale) 1159 4.90
R3: W l’Italia (rot.) 3379 12.22
C5: Amici (rsh) 5229 24.93
It1: Il signore degli anelli (film) 2462 8.70
R4: Colombo (film tv) 2512 10.13
La7: Enterprise (tlf) 517 1.82
A.M. = Ascolto medio espresso in migliaia. Fonte: Auditel

OSCAR: PREMIATA L’EREDITA’, MA
OFFESO AMADEUS

“L’eredità” è il miglior programma tv dell’anno per il pubblico, mentre per l’Accademia degli Oscar tv è “Ballando con le stelle”. Personaggio femminile dell’anno è Simona Ventura, maschile Ezio Greggio. Pupo è il personaggio rivelazione, il Tg1 è il miglior telegiornale. Amadeus, conduttore de “L’eredità”, se n’è andato prima di rititare il premio in polemica per lo spostamento in scaletta e per essere stato snobbato dai conduttori.

AMMINISTRATIVE, APPROVATO
REGOLAMENTO RAI

La Commissione di Vigilanza Rai ha approvato il regolamento per l’applicazione della par condicio nelle prossime elezioni regionali, comunali e provinciali fissate per il 28 e il 29 maggio. Il regolamento è valido per la tv pubblica, perché per le private la delibera spetta all’Agcom. Rispetto alle politiche, le elezioni amministrative non prevedono il faccia a faccia tra i leader. Restano i messaggi autogestiti e le tribune elettorali.