Anno XI • numero 355 del 10 marzo 2006   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• UNA CAMPAGNA PER JILL CARROLL
• GOOGLE PAGA 90 MLN PER FRODE CLICK PUBBLICITA’
• VNU ACQUISTATA PER 7,5 MILIARDI
• IL CORSERA SI SCHIERA CON IL CENTROSINISTRA
• ECCO LA FOTOGRAFIA FIEG SULLA STAMPA
• FRANCE TV PUNTA SU INTEGRAZIONE
• UE, RIGETTATO RICORSO DI CENTRO EUROPA 7
• UN LIBRO INTERATTIVO PER SEGOLENE ROYAL
• FRANCESI FAVOREVOLI A LICENZA GLOBALE SU WEB

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• La politica entra nel web - PARTE II



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LO SPYGATE DI STORACE
L’ufficio del braccio destro del ministro della Sanità è stato perquisito nell’ambito
dell’inchiesta di spionaggio che coinvolge diversi funzionari e investigatori privati

Investigatori, forze dell’ordine e funzionari della Telecom uniti per spiare telefonate e movimenti di personaggi politici, sembra per conto dello staff che fa capo all’attuale ministro della Sanità ed ex governatore del Lazio Francesco Storace di Alleanza Nazionale. E’ quanto è venuto alla luce giovedì mattina in seguito all’arresto di undici investigatori privati, due marescialli della Guardia di finanza, un ispettore di polizia, due uomini di Telecom Italia. Ma soprattutto dopo la perquisizione dell’ufficio di Nicolò Accame, braccio destro di Storace. Le accuse sono di corruzione, violazione di segreto d’ufficio e falso. Secondo l’accusa, Storace si sarebbe avvalso di intercettazioni illegali di funzionari corrotti per spiare Alessandra Mussolini, ex di Alleanza Nazionale, e Piero Marrazzo del centrosinistra, all’epoca entrambi avversari del ministro alla presidenza della Regione Lazio. La vicenda, per quanto riguarda il coinvolgimento del ministro, è ancora abbastanza oscura, ma è chiaro il meccanismo di funzionamento di questo mercato parallelo delle informazioni personali. I funzionari di compagnie telefoniche e forze dell’ordine venivano corrotti dagli investigatori privati che, su commissione, puntavano a ottenere i segreti delle banche dati. Storace avrebbe spiato ‘politicamente’ i due avversari per condizionare il voto nelle ultime elezioni regionali. Le reazioni dal mondo politico non si sono fatte attendere e, mentre l’inchiesta va avanti, il presidente della Camera Pierferdinando Casini ha convocato la conferenza dei capigruppo per martedì 14.

L’ITALIA PRODUCE POCO
I film italiani piacciono e danno ossigeno al botteghino, ma la produzione è in calo. E lo Stato latita.

Nel 2005 è cresciuta la quota di mercato dei film italiani, raggiungendo il 24,7% contro il 20,32 dell’anno precedente. C’è stato inoltre un incremento di quasi due milioni e mezzo di spettatori, con un incasso relativo di 15 milioni di euro. I dati sono positivi soprattutto se si rapportano al calo generale del mercato (-7,48%) e al fatto che siano usciti 6 titoli nazionali in meno (98 contro i 104 dello scorso anno). Brutte notizie invece per la produzione italiana che, comprensiva delle coproduzioni, registra un calo del numero dei film prodotti (dai 136 del 2004 ai 98 del 2005). I film prodotti con capitale al 100% italiano sono stati 68 film nel 2005 contro i 96 del 2004 (-28%). E’ in sensibile calo anche l’investimento per il cinema da parte del ministero: è passato dagli 83 milioni di euro del 2004 ai 22 circa del 2005. Cresce l’investimento medio (+0,18 milioni).