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IL RITORNO DI MARANO
I consiglieri della Cdl nel Cda Rai hanno eletto Antonio Marano nuovo direttore di Raidue
e l’Agcom ha ‘censurato’ il programma di Fazio. Prodi vuole Emilio Fede come arbitro...
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Tanto Calderoli fece con la sciagurata maglia, che la Lega offesa per le reazioni degli alleati perfeziona al photofinish il controllo sulla poltrona di Raidue. La politica è così, ci si urla contro e poi chi si offende fa il broncio e chiede riparazione per essersi lasciato insultare pubblicamente (e silurare un ministro). Il Cda della Rai si è spaccato sul cambio al vertice della seconda rete, prima guidata da Massimo Ferrario. Mentre i consiglieri di maggioranza votavano compatti a favore dell’elezione di Marano, quelli dell’opposizione abbandonavano la seduta per protesta e il presidente Claudio Petruccioli votavano contro parlando di “grave strappo unilaterale” per una scelta politica nel periodo pre-elettorale di par condicio. A proposito di quest’ultima, Prodi ha accettato la sfida televisiva con Silvio Berlusconi e le altre due punte della Cdl, Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Ma a certe condizioni: il confronto deve avvenire sulle reti Mediaset, l’arbitro sarà Emilio Fede e le regole del duello dovranno essere come quelle concordate per il confronto Bush-Kerry negli Usa, ma la maggioranza deve rinunciare alla conferenza stampa finale del presidente del Consiglio. Condizioni contestate dalla Casa delle libertà, per tre motivi. Il primo è che sono state chieste da Prodi, e quindi non possono essere accettate per principio. Poi, il baratto non è vantaggioso. Infine verrebbe messo in evidenza come un arbitro di parte sia inutile se le regole sono imparziali. Insomma, una provocazione.
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DOCUMENTARI IN ESTINZIONE
In Italia vengono trasmessi ancora pochi documentari e
gli investimenti nel settore sono scarsi. Parola di IsiCult
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Sono stati presentati ieri in un convegno organizzato da Doc/It i dati relativi al mercato del documentario in Italia elaborati da IsiCult. I numeri non sono entusiasmanti: nel 2004 il fatturato del settore documentaristico ammontava a 50 milioni di euro e coinvolgeva circa 250 aziende e 3.000 persone. La Rai ha investito nel settore lo 0,5% del suo budget. Le tre reti pubbliche hanno trasmesso 1.223 ore di documentari, pari al 4,6% della programmazione. L’84% erano opere acquistate. Mediaset ha programmato 278 ore di documentari. Facendo un raffronto con le tv francesi la situazione diventa ancora più deprimente: nel 2004 le tv d’oltralpe (tra pubbliche, private, tematiche e satellitari) hanno investito nei documentari 145 milioni. Le tv pubbliche hanno trasmesso 4.638 ore di documentari, pari al 17,6% della programmazione. Il fatturato è stato di 61 milioni.
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