Anno X • numero 351 del 10 febbraio 2006   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• GRUPPO LE FIGARO PRONTO A LANCIARE FREE PRESS
• NIENTE PROROGA PER MICROSOFT
• ULTIMI DATI AMAZON NON CONVINCONO ANALISTI
• AGCOM ABBASSA TARIFFE EX 12 A 1,20 EURO AL MINUTO
• JOVANOTTI GIRA CLIP CON CELLULARE
• MULTA A LIBERITUTTI PER PARZIALITA’ INFORMAZIONE
• BUSH PROPONE TAGLI A RADIO e TV PUBBLICA
• OLTRE 170.000 EUROPEI VIVONO DI VENDITE SU EBAY
• LA POLIZIA FRANCESE LASCIA EXPLORER PER FIREFOX

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NOMI NUOVI PER LE RADIO
Le emittenti locali che copiano il nome di quelle nazionali dovranno cambiarlo.
Molte le emittenti, anche di grande ascolto, che dovranno trovare un nuovo marchio.

Rivoluzione nel mondo delle radio locali che ‘copiano’ o si rifanno al nome di quelle nazionali. La Corte Costituzionale ha ribadito la costituzionalità della norma del 1999 secondo cui le emittenti radiotelevisive locali non possono utilizzare né diffondere un marchio, una denominazione o una testata identificativi che richiamino in tutto o in parte quelli di una emittente nazionale. Una sentenza, quella della Corte Costituzionale, che fa chiarezza sui marchi e anche nel sistema di rilevazione degli ascolti radiofonici dal quale dipendono gli investimenti pubblicitari. L’indagine Audiradio infatti chiede agli intervistati se ha ascoltato questa o quella emittente: facile, quindi, che nomi simili vengano scambiati. Già nel 2000-2001 Rtl dovette adeguarsi alla norma chiudendo gli esperimenti locali di Rtl Milano, Bologna, Roma, Napoli e altre città. Ora dovranno adeguarsi, ad esempio, anche Kiss Kiss Napoli, Radio dimensione suono 2 e Radio Italia Anni ‘60. Quali sono le alternative delle radio? “Possono cambiare nome pubblicizzando il cambiamento direttamente sulle loro frequenze - spiega Felice Lioy, presidente di Audiradio -, passare alle frequenze nazionali da cui sono state generate oppure concordare altre soluzioni con l’autorità”. Da parte sua, Audiradio “si adeguerà senz’altro e subito alla sentenza man mano che ci arriveranno i pronunciamenti sulle singole emittenti. Quelle che non esisteranno più saranno tolte dal campione, mentre quelle nuove saranno inserite”. La sentenza è a questo link

I PADRONI DELLA TV
Rai e Mediaset hanno una posizione dominante congiunta nel mercato della tv analogica. Lo ha stabilito l’Agcom

Rai e Mediaset continuano ad avere una “posizione dominante” nel mercato delle frequenze di trasmissione analogica. Lo ha affermato L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni a conclusione dell’analisi relativa al mercato 18 sui servizi di diffusione radiotelevisiva per la trasmissione di contenuti agli utenti finali. Secondo l’autorità il mercato nel quale Rai e Mediaset hanno una “posizione dominante congiunta” è quello dei servizi di diffusione televisivi in tecnica analogica terrestre. Nel mercato radiofonico si registra “un sufficiente livello di concorrenzialità” mentre nel digitale terrestre, allo stato attuale, non appare nessun operatore che detiene il monopolio. Gli operatori interessati hanno 30 giorni di tempo dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale per far pervenire all’autorità eventuali osservazioni.