Anno X • numero 350 del 03 febbraio2006   Una pubblicazione Diesis Group
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IN QUESTO NUMERO

• GLI EUROPEI IMPAZZISCONO PER I DOMINI .IT
• VIVENDI INCREMENTA VENDITE E FA ACQUISTI
• SPRINGER RINUNCIA A PROSIEBEN
• L’AGCOM COMPLETA LA STRUTTURA ORGANIZZATIVA
• L’UMTS SARA’ DOMINANTE DAL 2010
• A ROMA IL CINEMA INTERNAZIONALE
• I COWBOY GAY E LE GEISHE AL BANDO IN CINA
• IN EUROPA DECOLLA INTRATTENIMENTO DIGITALE
• WARNER BROS. SI LANCIA NEL P2P CINEMATOGRAFICO

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CDA RAI CONTRO CIAMPI
Il vertice Rai si spacca sull’approvazione delle regole in periodo di campagna elettorale. “Ballarò”, “Matrix” e il Tg4 hanno violato le regole e devono correre ai ripari

La par condicio spacca il Cda della Rai che ha dovuto esprimersi su due delibere differenti. Alla fine ha prevalso quella sostenuta dalla maggioranza che prevede l’applicazione delle norme secondo la legge, quindi a partire dalla convocazione dei comizi elettorali. Bocciata invece la proposta del presidente Claudio Petruccioli che chiedeva l’applicazione anticipata di alcuni articoli del regolamento sulla par condicio approvato dalla Commissione di Vigilanza Rai. Petruccioli chiedeva che le trasmissioni di intrattenimento si astenessero fin da subito dall’ospitare esponenti politici. La richiesta di Petruccioli di un maggiore equilibro non è insensata. Infatti, la commissione Servizi e Prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni ha ‘bacchettato’ alcune trasmissioni per la “violazione dei principi di obiettività, completezza, lealtà e imparzialità dell’informazione” nel periodo novembre-dicembre 2005. Dovranno quindi correre ai ripari prima dell’inizio della campagna elettorale il Tg4, che ha dato “netta prevalenza” alla maggioranza, “Matrix” e “L’Incudine” dovranno dare più spazio alla Lega Nord mentre “Ballarò” alla Lista Pannella e alla Lega. Il regolamento sulla par condicio approvato dalla Commissione Vigilanza prevede in particolare due faccia a faccia tra i leader delle due coalizioni, Romano Prodi e Silvio Berlusconi, tre tra gli altri leader dei due schieramenti e una conferenza stampa finale del presidente del Consiglio. Mediaset ha annunciato il ricorso al Tar perché giudica iniquo il regolamento approvato.

GIALLO SULL’ANTI SANTORO
La norma che impedisce di condurre un programma a chi ha ricoperto un ruolo politico è applicabile anche a lui?

E’ giallo intorno alla normativa soprannominata “anti-Santoro” che impedisce a soggetti che hanno ricoperto un incarico politico nell’ultimo anno di condurre una trasmissione durante il periodo di par condicio. Secondo Michele Santoro la normativa non è applicabile al suo caso in quanto il giornalista dal 14 novembre scorso è a tutti gli effetti tornato a essere un dipendente Rai. L’articolo parla invece di soggetti esterni. Non è dello stesso avviso Michele Bonatesta di An, che sostiene che quella norma va applicata anche a Santoro. Il diretto interessato ha diffidato i vertici di viale Mazzini intimando il suo ritorno in video come stabilito dalla sentenza del tribunale. Nello stesso tempo ha chiesto a Paolo Gentiloni, presidente della Commissione Vigilanza che ha approvato l’emendamento, di chiarire se quella norma vale anche per i dipendenti.