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27 gennaio 2006 pag. 7 numero 349

NEL 2005 UCCISI 150 OPERATORI ELL’INFORMAZIONE.
IFJ CONDANNA LA CULTURA DELL’INDIFFERENZA

Lo scorso anno sono stati uccisi 150 fra giornalisti e operatori dei media e la situazione può solo peggiorare se i leader politici non prenderanno provvedimenti per portare davanti alla giustizia gli assassini. Lo afferma l’International Federation of Journalists (Ifj) nel rapporto sulle vittime dei media del 2005. “In oltre il 90% dei casi ci sono poche indagini serie da parte delle autorità - dice Aidan White, segretario generale dell’Ifj - e solo pochi assassini arrivano al processo. Una combinazione di corruzione della polizia, incompetenza giudiziaria e indifferenza politica ha creato una cultura della negligenza e dell’indifferenza”. I paesi più pericolosi per i giornalisti sono l’Iraq (35 morti), le Filippine (10) oltre a Colombia, Messico e Haiti.

WI-FI, QUESTO SCONOSCIUTO... POCO SFRUTTATO E POCO ESPLORATO
Una ricerca commissionata da Toshiba ha rilevato che la maggior parte dei consumatori non sfrutta appieno i vantaggi dei laptop col wi-fi incorporato e che solo in pochi navigano col laptop quando sono fuori casa. L’11% lo usa in hotel, il 7% in treno, il 3% nei bar e il 55% a casa. L’80% lo usa per gestire musica, foto e video. Il 15% ritiene non ci siano abbastanza punti di connessione, ma in Uk gli hotspot sono più di 10.000.

OLTRE 100.000 HOTSPOT GRATIS NEL MONDO
JiWire ha comunicato che nel 2005 il numero degli hotspot gratuiti in Europa è aumentato del 17%. In Francia la crescita è di oltre il 100% e nel Regno Unito quasi il 40%. Nel mondo sono ormai oltre 100.000. Joe Brunoli di free-hotspot.com, ha annunciato l’intenzione da parte della società di fornire gratuitamente le apparecchiature necessarie al funzionamento degli hotspot a chi voglia installarne uno gratuito all’interno dei propri locali.

 

VERDELLI DA
VANITY ALLA ROSEA

Carlo Verdelli ha lasciato la direzione di “Vanity Fair” per passare a quella della “Gazzetta dello Sport”. L’assunzione della direzione da parte di Carlo Verdelli, spiega una nota di Rcs MediaGroup “avverrà al più tardi entro il prossimo mese di febbraio e comunque ad avvenuto espletamento delle necessarie procedure sindacali”. Il settimanale Condé Nast ha privilegiato una scelta interna: la direzione di “Vanity Fair” passa a Luca Dini, già vicedirettore, che sarà affiancato dal condirettore Cristina Lucchini.

L'EDICOLA GLOBALE

I CANADESI SI SPOSTANO A DESTRA, ELETTA NUOVA LEADERSHIP
(Washington Post)
“Harper può governare in modo coraggioso - per un po’” e “I conservatori formeranno una minoranza. Martin informa Jean che si dimetterà”. Così titolano rispettivamente i quotidiani canadesi National Post e Globe And mail sulla vittoria dei conservatori alle elezioni. “I canadesi si spostano a destra, eletta nuova leadership” afferma il Washington Post. Per il New York Times “Gli elettori canadesi mandano via (i governanti) uscenti per i conservatori”. “Il Canada ritorna a destra dopo 12 anni” è la scelta di The Guardian. “Martin umiliato: il Canada si libera dei liberali ‘arroganti’” titola The independent. Per The Observer “La vittoria elettorale della destra ridisegna la mappa del Canada”. “Una brutta campagna. Quali sono le ragioni dello scacco dei liberali?” si chiede il francese Nouvel Observateur, mentre per Le Monde “In Canada il partito conservatore torna al potere senza sorprese”. “Paul Martin si dimette da leader del suo partito” e “Il conservatore Harper vince le elezioni canadesi e pone fine a 12 anni di governo liberale” sostiene lo spagnolo El mundo. La Frankfurter Allgemeine Zeitung punta su “Canada: Martin ammette la sconfitta“. “Martin crolla nel voto della sfiducia” è la scelta di China Daily.