| IN QUESTO NUMERO |
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• AUTHORITY E PRIVACY, NOMINE DOPO LE ELEZIONI
• MEDIASET ACQUISTA HOME SHOPPING EUROPE
• RCS: VITALE LASCIA, ARRIVA MARCHETTI
• BANDO DI GARA PER SVILUPPO BANDA LARGA NEL SUD
• ALCATEL APRE CENTRO DI RICERCA A GENOVA
• A CANNES IL CINEMA DEL MONDO
• BOOM DEL DVD: +37% VENDITE E +56% NOLEGGIO
• DOMINIO .EU, ICANN DA’ OK PER GESTIONE EURID
• IL MIT INVITA IL BRASILE A USARE L’OPEN SOURCE
• FRANCE PRESSE FA CAUSA A GOOGLE NEWS
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ANOMALIA ITALIANA
L’Istituto internazionale della stampa denuncia la situazione italiana nel proprio rapporto annuale e fa il bilancio sugli operatori dell’informazione morti sul lavoro
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Con 78 giornalisti uccisi in servizio, dei quali 23 in Iraq compreso l’italiano Enzo Baldoni, il 2004 è stato uno dei peggiori anni da quando è cominciata la raccolta dei dati dell’Istituto internazionale della stampa (Ipi). E’ quanto risulta dal rapporto mondiale annuale sulla libertà dei media. L’Italia anche nel 2004 “conserva il suo posto speciale in Europa” per quanto riguarda la libertà dei media. “In nessun altro Stato, infatti, il capo del governo, cioè il politico con il potere maggiore sui media del Paese, è anche proprietario della maggior parte delle televisioni e di tanti giornali”. L’Ipi sottolinea poi come anche quest’anno il Governo italiano non abbia approvato alcuna legge “che avrebbe impedito a Silvio Berlusconi di controllare (tramite la sua proprietà e quella dei suoi familiari) gran parte dei media più influenti in Italia. La disputa sulla legge Gasparri è continuata anche nel 2004”. Al termine della parte dedicata all’Italia sono elencati gli episodi che hanno coinvolto i giornalisti e i media. Il rapporto ricorda le proteste dei giornalisti del Corriere della Sera “per le pressioni ricevute dagli azionisti, compresi alcuni dei più potenti gruppi industriali italiani”. Secondo l’istituto, il quotidiano sarebbe “finito nell’area di influenza del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi” e i giornalisti “hanno espresso timori” per la sua futura indipendenza. |
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BOOM PER MUSICA ONLINE
Decollano le vendite di musica digitale e danno ossigeno al mercato
discografico. Ma la pirateria è sempre in agguato.
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Nel 2004 la vendita di musica in formato digitale è cresciuta in modo esponenziale. Il numero totale di brani scaricati (album compresi) legalmente è cresciuto di oltre dieci volte rispetto al 2003, arrivando a quota 200 milioni nei quattro maggiori mercati digitali (Usa, Uk, Francia e Germania). E’ quanto emerge dal rapporto annuale dell’Ifpi, l’associazione che rappresenta l’industria discografica mondiale. La tendenza è confermata anche per il 2005: le vendite di musica digitale negli Stati Uniti nei primi due mesi dell’anno sono raddoppiate rispetto allo stesso periodo del 2004. Secondo l’Ifpi, però, la pirateria continua a colpire le vendite nei maggiori mercati, in particolare nell’Europa continentale e in alcune parti dell’Asia. Il buon andamento delle vendite digitali, secondo il presidente dell’Ifpi John Kennedy, ha “aiutato il mercato globale a registrare il miglior risultato degli ultimi cinque anni”.
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