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AUDITEL - I NUMERI DELLA TV
(a cura di Giorgio Bellocci)
“SCHERZI” NON SI TOCCA... PURTROPPO
La messa in onda di “Scherzi a parte” ha in qualche modo contribuito a togliere visibilità alle critiche che la maggior parte della stampa specializzata, come da tradizione, ha riservato a “Telefaidate’”, l’ultima proposta dell’ultradecennale progetto “Il Bagaglino”. “Telefaidate’” si è concluso il 26 febbraio con una media di quasi 4 milioni di telespettatori nel prime time del sabato. I due programmi erano partiti su Canale 5 in contemporanea, ma “Scherzi a parte” terrà occupata la casellina della domenica sera ancora per qualche settimana, malgrado un calo negli ascolti: dal 30% di share della puntata d’esordio (30 gennaio) si è infatti passati al 21% delle ultime due (13 e 20 marzo). Le prevedibili critiche a “Telefaidate’” cui alludevamo in apertura hanno messo all’indice i toni volgari, le caratterizzazioni e le imitazioni forzate, le allusioni e i “doppi sensi” più banali contenuti nello spettacolo di Pier Francesco Pingitore. Ma gran parte di queste osservazioni sono state utilizzate da molti analisti televisivi anche per recensire la nuova serie di “Scherzi a parte”, condotta da Alessia Marcuzzi, Diego Abatantuono e Massimo Boldi. Edizione che in effetti rappresenta uno dei punti più bassi della recente storia di Canale 5. Gli scherzi portano in scena, più che la goliardia e lo sberleffo, una percentuale di volgarità e sciatteria inaudita. Oltre a essere in forte odore di “taroccamento” (lo ha ammesso anche Massimo Boldi in una recente ospitata a “Markette”). Che pena vedere i presunti vip prestarsi a simili sceneggiate. Molto più onesta ci sembra la rappresentazione di “Telefaidate’”: se ti sintonizzi su Pippo Franco e le “maggiorate” del Bagaglino sai cosa ti aspetta da oltre dieci anni. Lì c’è un palcoscenico dove si presentano artisti, o aspiranti tali, che senza i filtri dello pseudo-reality di “Scherzi a parte”, e godendo di cattivissima stampa “a priori”, si offrono al giudizio del pubblico. Sul logoramento della formula di “Scherzi a parte”, osservazione che emerge a ogni edizione, non ha dubbi Massimo Bernardini, giornalista e conduttore dell’ottimo rotocalco “Il grande talk”: “è una questione di usura, esattamente come per ‘Striscia la notizia’. I responsabili del programma dovrebbero avere l’onestà di ammetterlo e magari pianificare una pausa per salvaguardare almeno il ricordo dell’originalità di base del format”. Al tempo stesso Bernardini non crede più di tanto, per il caso specifico, al peso delle critiche: “per quanto in calo, gli ascolti di ‘Scherzi’ sono ancora significativi. E per qualche recensione negativa i vertici di Mediaset non mettono certo in discussione un marchio così consolidato tra l’audience televisiva”.
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GLI ASCOLTI DI DOMENICA 20 MARZO ALLE ORE 21.00
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RETE
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A.M. |
SHARE |
Raiuno: Orgoglio (sceneggiato)
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6339 |
24.58 |
| Raidue: J.A.G. (telefilm) |
2141 |
8.07 |
| Raitre: Elisir (rotocalco) |
1945 |
7.79 |
| Canale 5: Scherzi a parte (varietà) |
4903 |
21.67 |
| Italia 1: Grandi domani (reality) |
2547 |
9.76 |
| Retequattro: La promessa (film) |
2393 |
9.17 |
| La7: Enterprise (telefilm) |
519 |
1.95 |
| A.M. = Ascolto medio espresso in migiiaia. Fonte: Auditel |
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OSCAR TV 2005:
BONOLIS E HUNZIKER PERSONAGGI DELL’ANNO
Agli “Oscar tv 2005” Paolo Bonolis e Michelle Hunziker hanno vinto il premio come miglior personaggio maschile e femminile dell’anno. Rivelazione dell’anno è Max Giusti grazie alle sue imitazioni di personaggi come Al Bano e Aldo Biscardi. Miglior trasmissione è stata votata “Speciale per me” di Renzo Arbore, mentre tra le fiction ha vinto “Il cuore nel pozzo” di Rai Uno. Il Tg2 è stato scelto come miglior telegiornale. Due i premi speciali: “donna dell’anno” assegnato dai lettori del settimanale “Gente” a Sabrina Ferilli, e l’Oscar tv speciale consegnato a Graziano Udovisi, uno dei pochi sopravvissuti delle foibe.
NELLE SALE IL FILM
DOCUMENTARIO DI NAOMI KLEIN
“Occupare, resistere, produrre”: è questo lo slogan di “The take”, il documentario di Naomi Klein e di Avi Lewis, presentato alla Mostra di Venezia e uscito nelle sale italiane la scorsa settimana, distribuito da Fandango. Racconta la storia di trenta operai argentini che in
seguito alla bancarotta della fabbrica dove lavoravano, decisero di occuparla e rimetterla in produzione.
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